“CNA Livorno lo aveva denunciato più volte – afferma il direttore Marco Valtriani – ma a certificare la cosa arriva adesso l’indagine del Centro Studi Nazionale dell’Associazione che ha passato in rassegna ben 135 comuni in Italia: gli imprenditori livornesi sono in Toscana al terzo posto della classifica negativa dei più tartassati dalle imposte, soprattutto locali. Il Comune adesso deve spiegare perché in tre anni non ha mantenuto la promessa di abbassare, davvero, le imposte”.

“Ma c’è di più – aggiunge il presidente Stefano Trumpy – l’indagine esamina le delibere di tutti i comuni relativi alla Tari, supponendone una piena applicazione: così a Livorno invece non è e le aree in cui vengono prodotti i rifiuti speciali (quelli cioè della produzione per cui le aziende già pagano in proprio lo smaltimento) ed i magazzini, vengono ampiamente tassati contrariamente alla sentenza della Corte di Cassazione. Le pochissime volte che viene accettata una domanda di riduzione, si arriva ad un 30% nemmeno retroattivo. Questo fa sì che il Tax Free Day si sposti in avanti dal 12 agosto ben al 20 agosto e che l’impresa tipo oggetto dell’indagine paghi una Tari fino a tre volte superiore a quanto dovrebbe essere a norma di regolamento”.

“L’indagine – aggiunge il responsabile sindacale Dario Talini – prende a riferimento un’azienda con un reddito d’impresa di 50.000 euro, di cui detratte le imposte rimangono circa 19.000 euro di reddito disponibile: eppure si esamina un’azienda che fa volumi ed occupazione, con 431.000 euro di ricavi, un laboratorio di 350 mq ed un negozio di 175 mq, con 4 operai ed un dipendente, insomma un’impresa per la realtà livornese di tutto rispetto. Il peso delle tasse (tax rate) è quindi del 61,6%: tradotto in giorni dell’anno 225 giorni di lavoro per le tasse, 140 per i consumi personali… è davvero un peso insopportabile”.

“Consideriamo che i 10 comuni più virtuosi, pesano sulle aziende al massimo fino al 22 luglio, quasi un mese in meno! Per questo – conclude Valtriani – rinnoviamo l’appello al comune di aprire sulla Tari immediatamente un tavolo con i nostri tecnici, per apportare subito quei correttivi che almeno ristabiliscano una tassazione in linea con quanto previsto dai regolamenti comunali: poi il passo ulteriore deve essere l’abbassamento reale e sostanziale delle tariffe e non la beffa che si è profilata con il 2017”.