CNA al prefetto: situazione delle aziende e sociale critica

“Salute e lavoro sono fattori entrambi essenziali, l’uno senza l’altro non basta e le amministrazioni pubbliche del territorio devono mettere in campo il massimo dello sforzo per garantire la sopravvivenza delle imprese locali”: è quanto hanno chiesto al prefetto di Livorno Paolo D’Attilio, il presidente provinciale di CNA Maurizio Serini ed il direttore Dario Talini nell’incontro chiesto dall’associazione e svoltosi in prefettura.

“Abbiamo manifestato al rappresentante locale del Governo – afferma Serini – tutta la criticità della situazione in cui versa la stragrande maggioranza delle aziende della nostra provincia per il calo di lavoro dovuto alla pandemia ed i periodi di chiusura, con settori rasi praticamente al suolo (come quelli legati al turismo), ed un impoverimento generale che a cascata interessa tutte le imprese, dai servizi alle manutenzioni, dal commercio alla somministrazione. I ristori, quando ci sono, sono assolutamente insufficienti a coprire costi e perdite. Accanto al sostegno dei ristori ci vuole lavoro per le aziende e su questo le amministrazioni pubbliche, tutte, possono molto di più anche attraverso gli affidamenti diretti alle imprese del territorio, previsti per legge”.

“Ormai la criticità è strutturale – aggiunge Talini – ed all’interno di essa dobbiamo iniziare a programmare gli interventi, per evitare di rincorrere continuamente l’emergenza; per questo abbiamo chiesto al prefetto di promuovere un tavolo di coordinamento anche sulla situazione economica affinchè ci sia una programmazione condivisa degli interventi di sostegno unendo ed indirizzando gli sforzi dei singoli comuni. Serve incisività anche sul fronte sicurezza, perché le attività commerciali e produttive sono ultimamente oggetto di molti furti complice la desertificazione da coprifuoco. Abbiamo infine chiesto al prefetto, in quanto a capo del coordinamento sul TPL in fascia scolastica, di far proseguire l’azione di controllo sul rispetto della limitazione nella capienza dei mezzi pubblici, per ridare fiducia alle famiglie nel mandare i figli a scuola attraverso di essi. Ncc auto e bus possono infatti fornire ulteriori mezzi in supporto”.