Arancioni dal 12: Cna Benessere incontra Giani per riaprire anche in rossa

La Toscana, per atto del Ministro della Salute, è in zona arancione da lunedì 12 aprile.
Sentito lo stesso Ministro della Salute permangono in zona rossa fino alle ore 14 di sabato 17
aprile:
✓ le Province di Firenze e Prato, i comuni di San Miniato, Montopoli in Val d’Arno, Santa Croce
sull’Arno, Castelfranco di Sotto parte della Provincia di Pisa ma compresi nella zona socio
sanitaria Valdarno Empolese Valdelsa, i comuni di Poggibonsi, San Gimignano, Colle di Val
d’Elsa, Casole d’Elsa, Radicondoli compresi nella zona socio sanitaria Alta Vald’elsa, Provincia
di Siena.
La CNA sta lottando duramente per richiedere l’apertura delle attività di Servizi alla persona
anche in zona rossa.
✓ Abbiamo raccolto insieme alle altre associazioni oltre 50.000 firme che abbiamo consegnato al
Presidente del Consiglio Mario Draghi e ai ministri dello Sviluppo Economico Giancarlo
Giorgetti, della Salute Roberto Speranza, degli Affari Regionali e Autonomie Mariastella
Gelmini.
✓ Lunedì 12 aprile incontreremo il Presidente della Regione Eugenio Giani e gli chiederemo con
forza di sostenere le nostre richieste:
o RIAPRIRE I SALONI ANCHE IN ZONA ROSSA
o FERMARE L’ABUSIVISMO E IL LAVORO IRREGOLARE A DOMICILIO
o SOSTEGNO ECONOMICO ALLA CATEGORIA

4 e 5 esercizi commerciali solo domicilio. Aperti anche per asporto gli artigiani

Secondo l’ordinanza n. 42 /2021 emanata oggi che riguarda il commercio in sede fissa, nei giorni di Pasqua e Pasquetta i negozi di vicinato, le medie e le grandi strutture di vendita nonché i centri commerciali possono fare solo la consegna a domicilio dei generi alimentari e dei beni di prima necessità esclusivamente mediante la prenotazione on-line o telefonica e non presso l’esercizio commerciale.
Invece i ristoranti ed i bar in quanto pubblici esercizi e le pizzerie, i panifici, le rosticcerie, le pasticcerie, i negozi di pasta fresca, le gelaterie ecc. in quanto attività artigianali, non sono ricompresi nell’ordinanza continuano ad esercitare la loro attività con le regole della zona rossa nazionale e quindi possono fare sia l’asporto che la consegna a domicilio negli orari consentiti.
Si precisa inoltre che anche i mercati di generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici proseguono la loro attività con le regole della zona rossa nazionale.

“E’ veramente assurdo – afferma il presidente di CNA Livorno Maurizio Serini – come la Regione Toscana ha emanato una simile ordinanza. Il merito sanitario non è nostro compito discuterlo, ma il metodo e la gestione delle informazioni sicuramente sì.

I nostri telefoni sono stati presi d’assalto dalle attività soprattutto di carattere alimentare che già in questi mesi stanno subendo gravemente l’alternanza di colori e ordinanze restrittive.

A poche ore dalla Pasqua e dalla pasquetta si interviene con una ordinanza assolutamente poco chiara che ha generato disperazione fra pasticcerie, panifici, panetterie, bar, gelaterie, rosticcerie e ristoranti fino a quando non è stato possibile chiarire con enorme fatica, differenze interpretative fra le varie attività. Qualcuno è stato “graziato” con l’attività da asporto, come le attività a produzione artigianale e bar o ristoranti, qualcuno è stato definitivamente “condannato”.

Queste montagne russe del divieto stanno mettendo a dura prova le coronarie degli imprenditori ed anche la sopportazione. Ci sono altri divieti che stridono con quel che si vede a giro, come la chiusura di estetiste e parrucchieri o le palestre. La situazione è sempre più complessa per le imprese, mentre gli aiuti pubblici sono inadeguati e intempestivi”.

FAQ

Una rosticceria può fare l’asporto nei giorni di Pasqua e Pasquetta?
Si. I ristoranti, i bar, i pub, le rosticcerie, le pasticcerie, i negozi di pasta fresca, le gelaterie, le pizzerie, i panifici, ecc. continuano ad esercitare la loro attività con le regole della zona rossa e quindi possono fare sia l’asporto che la consegna a domicilio negli orari consentiti.

Una macelleria può fare l’asporto nei giorni di Pasqua e Pasquetta?
No. I negozi di vicinato, le medie e le grandi strutture di vendita nonché i centri commerciali nei giorni di Pasqua e Pasquetta possono fare solo la consegna a domicilio dei generi alimentari e dei beni di prima necessità.

Nei giorni di Pasqua e Pasquetta posso andare a fare la spesa al supermercato?
No. Le medie e le grandi strutture di vendita nonché i centri commerciali possono fare solo la consegna a domicilio dei generi alimentari e dei beni di prima necessità.

Nei giorni di Pasqua e Pasquetta i mercati di generi alimentari, piante e fiori si possono svolgere?
Si. l’ordinanza riguardo solo il commercio in sede fissa e non il commercio ambulante.

Guasto linee telefoniche CNA Livorno

A causa di un nuovo guasto telefonico sulle linee TIM, le sedi di Cna Livorno sono attualmente isolate.
Per comunicare con gli uffici sono disponibili i seguenti numeri di cellulare:
CENTRALINO 348 3418124 oppure 348 2512890
Ci scusiamo per il disservizio involontario.

Assurdo chiudere acconciatori ed estetiste in zona rossa

CNA: “Preoccupazione e allarme per le attività di acconciatura in zona rossa. Servono correttivi anche per le attività estetiche”

Destano preoccupazione e allarme le anticipazioni contenute nella bozza del nuovo DPCM, che entrerà in vigore il 6 marzo, circa la sospensione delle attività di acconciatura in zona rossa.

Le misure di contenimento del virus nelle cosiddette “zone rosse”, introdotte a novembre dello scorso anno e confermate nei successivi decreti, hanno opportunamente consentito la prosecuzione di tali attività riconoscendo di fatto l’efficacia dei protocolli di sicurezza a cui le imprese del settore si sono adeguate in maniera stringente e rigorosa.

Non è un caso che saloni di acconciatura e barbieri, in questi mesi, non abbiano in alcun modo rappresentato fonte di contagio. Appare, pertanto, incomprensibile e priva di motivazioni oggettive questa repentina quanto inaspettata esclusione dal novero dalle attività di servizio ammesse in zona rossa.

La CNA ha, inoltre, manifestato in più occasioni la necessità di consentire la prosecuzione dell’attività in zona rossa anche alle imprese di estetica che, contrariamente a quelle di acconciatura, non si sono viste riconoscere tale possibilità neanche nei precedenti decreti. Tali imprese, al pari degli acconciatori, garantiscono, infatti, la massima sicurezza sia per organizzazione che per modalità di svolgimento del lavoro.

Stupisce, pertanto, l’inversione di rotta contenuta nella bozza di DPCM, laddove conferma la sospensione delle attività di estetica in zona rossa e reintroduce la stessa misura anche per quelle di acconciatura. Pare francamente assurdo che queste categorie, già penalizzate in maniera pesante dalle restrizioni sociali e dal forte calo dei consumi, possano essere punite di nuovo e senza motivazioni oggettive.

CNA chiede quindi che il Governo adotti dei correttivi alle misure annunciate, riconsiderando l’opportunità di garantire piena operatività alle imprese di acconciatura e di estetica anche in zona rossa.

 

Prevedere ristori per la zona rossa a Cecina

“Non è certamente nostra competenza entrare nel merito dell’opportunità sanitaria di aver decretato il solo comune di Cecina come zona rossa, potestà che è nelle disponibilità del sindaco in quanto primo garante della salute dei cittadini, ma è sicuramente nostra competenza chiedere che a tali decisioni facciano seguito azioni di sostegno a tutte le aziende che da tale imposizione trarranno un danno economico”. E’ quanto sostiene la presidenza della CNA della Bassa Val di Cecina, immediatamente confrontatasi sulla questione, raccogliendo il punto di vista delle imprese.

“A giudizio della presidenza CNA di zona, questo continuo cambio di colore delle regioni ed ora anche dei comuni – afferma il coordinatore Paolo Garzelli – disorienta aziende e cittadini e impedisce soprattutto alle prime di poter programmare, se non addirittura svolgere, il proprio lavoro. Il peso economico di queste operazioni ricade unicamente sulle imprese, coinvolgendo imprenditori, dipendenti e le rispettive famiglie, generando anche una disparità fra categorie di cittadini e di lavoratori che stride anche eticamente. CNA chiede che a fronte delle restrizioni che si è ritenuto necessario imporre siano disposti adeguati ristori economici: che poi vengano dal comune, dalla regione o dallo stato, deve essere la politica a deciderlo, e subito. Il criterio di erogazione sottolineiamo ancora una volta che dovrà essere non il mero codice ateco che individua la categoria soggetta alla chiusura nella zona rossa, ma il calo di fatturato, perché in queste situazioni anche chi può stare aperto subisce il più delle volte un calo di lavoro. Neanche una erogazione indifferenziata andrebbe infatti bene, proprio perché ci sono anche settori d’impresa che nella pandemia non hanno risentito o qualche caso che ne ha addirittura colto opportunità per incrementare il lavoro. Come la salute è un bene di tutti – sostiene la presidenza CNA –  anche il lavoro e la possibilità di mantenere le proprie famiglie deve esserlo. Ci aspettiamo quindi che il comune di Cecina ascolti le necessità del mondo imprenditoriale locale, facendosene interprete con le altre istituzioni e trovando il modo di intervenire in sostegno delle imprese per il bene del territorio e dei suoi cittadini”.

Più mezzi privati per il trasporto pubblico locale, ma corse ancora da riscuotere

Trasporto scolastico e TPL: mezzi privati pronti a fare la loro parte

Ancora però da riscuotere le corse fatte da settembre a novembre per CTT

 

“I mezzi privati degli NCC bus e auto sono pronti a fare la loro parte alla sperata ripresa dell’attività scolastica dal 7 gennaio. A quella data la soglia di riempimento delle vetture non dovrà giustamente andare al di sopra del 50% e questo comporterà per le società di gestione dei mezzi pubblici il dover nuovamente attingere dai mezzi privati (ed in misura maggiore) per ampliare il numero delle corse soprattutto nelle ore di punta”: è quanto afferma Alessandro Longobardi coordinatore di CNA Trasporti Livorno che sta aspettando risposte in merito dalla Regione Toscana.

“La sinergia sperimentata da metà settembre fino al 4 novembre (fino cioè alla chiusura delle scuole superiori), ha funzionato benissimo dal punto di vista logistico con CTT. Meno però dal punto di vista contabile visto che alle imprese di trasporto private non è stato ancora pagato un euro di quanto previsto dai contratti a causa del mancato trasferimento dei fondi da parte della Regione. Un particolare non da poco – continua Longobardi – se si pensa che le imprese hanno dovuto sostenere spese per garantire la sicurezza dei mezzi, la sanificazione, la presenza degli autisti, le assicurazioni ed il carburante. Le linee coperte nelle zone di Livorno, Pisa, Massa e Lucca  sono state una sessantina. Da essere una iniziativa che doveva anche dare ossigeno a queste imprese (rimaste completamente ferme praticamente da novembre 2019 con lo stop alle crociere e poi al turismo ed alle gite scolastiche), si sta tramutando in un ulteriore causa di indebitamento”.

“CNA – aggiunge il direttore Dario Talini – chiede quindi alla Regione anzitutto di stanziare i fondi già previsti per il periodo settembre-novembre 2020, e di dare adesso certezze per il futuro. Le imprese private hanno bisogno di lavoro, perché i pochi ristori avuti non coprono assolutamente i costi correnti. L’obiettivo deve essere quello anzitutto di dare sicurezza agli utenti ma è necessario anche dare certezze alle imprese che in questo senso coadiuvano le aziende di trasporto pubbliche, sia nel trasporto scolastico tramite scuolabus, sia nel trasporto sulle linee urbane ed extraurbane.

Per questo – conclude Talini – occorre fare una programmazione che vada almeno fino a giugno, con clausole che prevedano per le imprese private un minimo di giusto ristoro in caso di nuovi, speriamo di no, periodi di lockdown. Aspettiamo quindi che la Regione ci dia risposte e ci faccia sedere al tavolo regionale sul TPL dove possiamo portare il contributo positivo delle tante aziende del settore Ncc auto e Bus che rappresentiamo”.

Assemblea Nazionale CNA on line il 24

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Programma_Assemblea Nazionale CNA

Sospensioni versamenti: si paga a novembre ma anche a rate

L’articolo 99 D.L. 104/2020 (c.d. Decreto Agosto) ha apportato modifiche alla disciplina della sospensione dei termini di versamento dei carichi affidati all’Agente della riscossione e a quella delle sospensioni dei pignoramenti su stipendi e pensioni.

Più precisamente, la disposizione citata, intervenendo sull’articolo 68, commi 1 e 2-ter, D.L. 18/2020 (D.L. Cura Italia) ha disposto, sia per le entrate tributarie che per quelle non tributarie, il differimento al 15 ottobre 2020 del termine finale di sospensione dei versamenti in scadenza dall’8 marzo al 15 ottobre. Si rammenta che il termine finale di sospensione dell’attività di riscossione era precedentemente fissato al 31 agosto 2020 e che la sospensione in parola concerne i seguenti atti:

  • cartelle di pagamento;
  • avvisi di accertamento “esecutivi” ex articolo 29 D.L. 78/2010;
  • avvisi di accertamento in materia doganale ex articolo 9, commi da 3-bis a 3-sexies, D.L.16/2012;
  • ingiunzioni degli enti territoriali;
  • nuovi avvisi di accertamento “esecutivi” per tributi locali ex articolo 1, comma 792, L.160/2019.

I versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati in unica soluzione entro il mese successivo al termine di sospensione (quindi, a seguito della citata modifica, entro il 30 novembre 2020) ed eventuali importi già versati non possono essere oggetto di rimborso.

Sarà comunque possibile effettuare il pagamento anche a rate presentando domanda di rateizzazione entro la stessa scadenza del 30.11.2020 per evitare l’attivazione delle procedure di recupero.

Per tutti i piani di rateazione “esattoriale” in essere ala data dell’8 marzo 2020, nonché per tutte le eventuali domande di dilazione presentate entro il 15 ottobre 2020, a prescindere dalla data di accoglimento delle stesse, la causa di decadenza dal beneficio del termine è elevata da 5 a 10 rate non pagate. Quindi se non sono state versate le 8 rate in scadenza nel periodo di sospensione (8 marzo- 15 ottobre 2020) ed a Novembre non si fosse in grado di pagare integralmente gli importi sospesi, ci si potrà limitare a proseguire con il versamento mensile del piano originario di rateizzazione. In quanto la mancata corresponsione di 8 rate non determina la decadenza della rateazione.

Flat tax

Ecco i versamenti sospesi fino al 15 ottobre

Tra le tante disposizioni contenute nel decreto legge agosto vi è anche quella relativa alla sospensione dei termini di versamento dei carichi affidati all’Agente della riscossione.

Nello specifico sono sospesi fino al 15 Ottobre 2020 i versamenti relativi ai seguenti atti:

  • Cartelle di pagamento;
  • Avvisi di accertamento “esecutivi”;
  • Avvisi di accertamento in materia doganale;
  • Ingiunzioni degli enti territoriali:
  • Nuovi avvisi di accertamento “esecutivi” per i tributi locali.

 

I versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati in unica soluzione entro il mese successivo al termine di sospensione, quindi entro il prossimo 30 novembre 2020.

 

La sospensione riguarda anche i piani di dilazione già in essere compresi quelli i cui provvedimenti di accoglimento sono emessi con riferimento alle istanze presentate sino alla data del 15 ottobre.

Il decreto prevede anche che la decadenza della rateazione in corso si ha solo nel caso di mancato pagamento nel corso del periodo di rateazione, di dieci rate, anche non consecutive ed in tale circostanza il debitore decade automaticamente dal beneficio della rateazione e l’intero importo iscritto a ruolo ancora dovuto è immediatamente ed automaticamente riscuotibile in unica soluzione.

Per ulteriori informazioni potete rivolgervi ai nostri uffici.