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COVID Livorno, contributi del comune alle aziende per l’affitto dei locali

Il Comune di Livorno, nell’ambito delle misure a sostegno delle attività economiche danneggiate dall’emergenza Coronavirus, mette a disposizione proprie risorse per 150mila euro, destinate a contributi straordinari alle spese di locazione sostenute dalle microimprese del Comune di Livorno.

L’avviso pubblico per l’assegnazione dei contributi è stato pubblicato oggi, martedì 4 agosto, sul sito internet del Comune di Livorno (www.comune.livorno.it > Bandi, Gare e Concorsi > Avvisi) e scade martedì 18 agosto.

Le agevolazioni saranno accordate alle microimprese sotto forma di contributi a fondo perduto.
L’ammontare del contributo per singola impresa sarà quantificato al termine dell’istruttoria, sulla base del numero di domande ammesse, e varierà tra i 300 e i 500 euro.

Possono beneficiare del contributo esclusivamente le microimprese, ovvero le imprese con meno di 10 occupati con fatturato annuo e/o totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro, in regola con il pagamento dei tributi comunali, esercenti un’attività primaria (vedi codici ATECO ISTAT 2007 elencati nell’Allegato 1 del bando) e che risultano iscritte (almeno dall’11 marzo 2020) nel Registro delle Imprese della Camera di Commercio Maremma e Tirreno, con sede legale e unità operativa nel territorio del Comune di Livorno e titolari di almeno un contratto di locazione di immobile ubicato a Livorno adibito all’attività di impresa. Ogni impresa può presentare una sola domanda di contributo.

Ci rientrano ad esempio, oltre al commercio i seguenti codici Ateco:

96.02.01 – Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere 96.02.02 – Servizi degli Istituti di bellezza 96.02.03 – Servizi di manicure e pedicure 96.04.10 – Servizi di centri per il benessere fisico (esclusi gli stabilimenti termali) 96.09.02 – Attività di tatuaggio e piercing 96.09.04 – Servizi di cura degli animali da compagnia (esclusi i servizi veterinari) 56.30.00 – Bar e altri esercizi simili senza cucina 56.10.11 – Ristorazione con somministrazione 56.10.20 – Ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto 56.10.30 – Gelaterie e Pasticcerie.

Sono ammissibili esclusivamente i contratti di locazione già in essere alla data dell’11 marzo 2020 e non scaduti alla data di presentazione della domanda.

Le risorse stanziate saranno equamente assegnate secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande ammesse, nei limiti della disponibilità dei fondi.
In caso di sopravvenute risorse disponibili, anche successivamente alla chiusura del bando, l’Amministrazione comunale si riserva di integrare lo stanziamento, di mantenere la validità dell’elenco e di provvedere al finanziamento delle domande ammesse ma non finanziate per carenza di risorse.

Le domande, compilate utilizzando esclusivamente i moduli predisposti dal Comune e contenenti gli allegati e la documentazione indicata dettagliatamente nel bando, possono essere inviate entro e non oltre il 18 agosto tramite PEC all’indirizzo comune.livorno@postacert.toscana.it.

CNA ha già espresso all’amministrazione comunale il disappunto per l’esiguità delle risorse attualmente messe in campo, i criteri di individuazione dei beneficiari e per le modalità di assegnazione con il criterio dell’ordine cronologico che si tradurranno nell’ennesimo, beffardo, click day.

Informazioni sul bando possono essere richieste all’indirizzo di posta elettronica  contributoimprese@comune.livorno.it

Puoi consultare di seguito:

l’AVVISO

l’ALLEGATO 1 (ELENCO CODICI ATECO)

l’ALLEGATO 2 (MODELLO DI DOMANDA EDITABILE)

l’ALLEGATO 2 (MODELLO DI DOMANDA NON EDITABILE)

Dati e documenti necessari alla compilazione della domanda:

  • visura camerale
  • verificare codice ATECO se rientra in quelli ammissibili
  • numero ULA
  • estremi contratto di locazione (data stipula, data registrazione presso Agenzia delle Entrate, numero registrazione, data inizio locazione, data scadenza contratto, importo canone annuale, nome cognome e codice fiscale del proprietario del fondo)
  • marca da bollo da € 16
  • IBAN, istituto di credito e filiale per accredito contributo
  • se ci sono in corso eventuali rateizzazioni di tributi comunali portarne copia
  • copia doc identità titolare/legale rappresentante

Per assistenza nella compilazione della domanda è possibile rivolgersi a roberta.moschini@cnalivorno.it, fabio.tessari@cnalivorno.it

 

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Al via il bonus sulle commissioni bancarie

Al via il nuovo bonus sulle commissioni bancarie

Partito il 1° luglio 2020 il nuovo tax credit sulle transazioni tracciabili. Con l’articolo 22 del D.L. 124/2019 (“decreto fiscale” collegato alla legge di bilancio 2020), infatti, agli esercenti attività di impresa, arte o professioni spetta un credito di imposta pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate emesse da operatori finanziari tenuti all’obbligo di comunicazione di cui all’articolo 7, comma 6 del D.P.R. 605/1973 nonché per le transazioni effettuate mediante altri strumenti di pagamento tracciabili.

Detto credito d’imposta spetta per le commissioni dovute in relazione a cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti di consumatori “finali” ed a condizione che i ricavi e compensi relativi all’anno d’imposta precedente siano di ammontare non superiore a 400.000 euro. Ai fini della determinazione del bonus, gli esercenti ed i professionisti riceveranno dagli operatori finanziari (via Pec o tramite pubblicazione nell’online banking), entro il 20 del mese successivo a quello di riferimento, l’elenco delle transazioni effettuate e le informazioni relative alle commissioni addebitate.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione con il modello F24, a decorrere dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa. Così’ ad esempio è possibile utilizzare in F24 il beneficio già dal mese di agosto in relazione alle commissioni di luglio.

Gli esercenti utilizzatori del credito d’imposta sono tenuti a conservare tutta la documentazione relativa alle commissioni addebitate per le transazioni effettuate con strumenti elettronici di pagamento. Tale documentazione deve essere messa a disposizione, su richiesta degli organi dell’amministrazione finanziaria, e conservata per un periodo di 10 anni dall’anno in cui il credito è stato utilizzato.

 

Per chiarimenti e approfondimenti ulteriori, potete rivolgervi ai nostri uffici.

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Porto: il grido d’allarme degli autotrasportatori livornesi

Il grido d’allarme del mondo del trasporto operante nel porto di Livorno

 

Riunitesi su istanza di Massimo Angioli, rappresentante in seno alla Commissione Consultiva dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale nominato dall’Albo Centrale dell’Autotrasporto (ed espressione di Cna Fita), alcune tra le maggiori imprese del settore trasporti operanti nel porto di Livorno pongono all’attenzione della Commissione stessa e del Tavolo per la Crisi Portuale del Comune di Livorno, la difficile situazione che stanno affrontando a causa del calo dei traffici dovuto all’emergenza Covid 19.

Come noto le due grandi direttrici di traffico per lo scalo labronico sono rappresentate dall’import dall’Estremo Oriente e dall’export verso gli Stati Uniti, mercati che hanno subito un drastico calo nei volumi. Ciò ha costretto tutte le imprese a ricorrere ove possibile (impiegati) allo smart working ed agli ammortizzatori sociali per lo più con sistemi di turnazione del personale operativo, ma l’esaurimento di tale misura incombe drammaticamente sul futuro dell’occupazione.

L’emergenza Covid 19 ha infatti acuito una situazione di calo già presente, aggravandola con l’introduzione delle necessarie quanto impattanti misure di prevenzione del contagio all’ingresso della cinta portuale e durante le operazioni di lavoro.

Il trasporto e la logistica nel suo complesso, sono l’anello primario ed essenziale delle dinamiche portuali: sono loro a muovere la merce in entrata ed uscita dal porto.

Il rapporto fra gli addetti diretti operanti all’interno del porto e quelli dell’indotto della logistica è, approssimando per difetto, di 1 a 5: si stimano infatti circa 3.000 lavoratori  dell’indotto impegnati nella movimentazione delle merci a tutti i livelli del processo di spedizione. Questo fa sì che la crisi all’esterno del porto si amplifichi ancora di più, senza che purtroppo al momento nessuno abbia avuto coraggio di affermarlo e sia intervenuto in modo specifico su un settore che, al contrario, viene addirittura spesso escluso dall’accesso a finanziamenti e contributi.

Per questo, ritrovando unitarietà, pur nell’appartenenza ad associazioni di rappresentanza diverse, le aziende riunitesi chiedono di non essere più emarginate nelle scelte presenti e future riguardanti la portualità.

Lo scalo labronico deve ritrovare competitività ed attrattività investendo sulle strutture e sui servizi, intervenendo sui punti di debolezza del processo produttivo.

Le aziende del settore trasporto chiedono al mondo portuale ed alle Istituzioni uno sforzo unitario affinchè si acceleri il più possibile in quei progetti strutturali in grado di portare nuovi traffici come la realizzazione del “micro tunnel” e della “Darsena Europa”: lo spostamento altrove dei traffici è il pericolo più grande del nostro porto.

Servono interventi sulla viabilità di accesso ai varchi, servono snellimenti nelle procedure doganali e nelle pratiche dovute al Covid 19, serve maggiore tutela per le aziende dell’indotto e soluzioni che traguardino la durata della cassa integrazione.

Non è da dimenticare inoltre la gravissima situazione in cui versano le aziende del trasporto persone la cui attività è legata essenzialmente al crocierismo, con previsioni di ripresa del lavoro solo ad aprile del 2021. Tali aziende hanno avuto un crollo dei fatturati del 90% circa.

Confidando che questo grido d’allarme lanciato dal mondo del trasporto operante a Livorno non resti inascoltato, le imprese chiedono che la Commissione dell’Adsp ed il Tavolo del Comune affrontino le tematiche esposte e diano al settore il peso che merita nelle scelte.

 

Aziende firmatarie: Santucci Gruppo S, Autamarocchi, Gruppo Spinelli, Container Fidenza Consorzio, Compagnia Trasporti Integrati, Legacooperative

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In vigore il limite del pagamento in contanti a 2.000 euro

A decorrere dal 1° luglio 2020, il limite all’uso del contante è passato dai 3.000 euro a 2.000 euro.

È previsto il divieto di trasferire denaro contante e titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, siano esse persone fisiche o giuridiche, quando il valore oggetto di trasferimento, è complessivamente pari o superiore a 2.000 euro dal 1° luglio.

In caso di violazioni delle nuove disposizioni si applica la sanzione amministrativa pecuniaria:

da 2.000 euro a 50.000 euro per le violazioni commesse e contestate dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

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Nuova delegazione ACI a Livorno presso la sede CNA in via M.L. King 21

Già pienamente operativo il dodicesimo ufficio dell’Ente provinciale

AC Livorno, arriva una nuova delegazione in città

L’ufficio di Sede (via Michon) e i locali delle altre dieci Delegazioni dell’Automobile Club Livorno, dislocati sul territorio del capoluogo (viale Nievo, via Roma, via del Littorale in zona Antignano) e nel resto della provincia (Vicarello, Rosignano, Cecina, Donoratico, Venturina, Piombino, Portoferraio), hanno ripreso la regolare attività al pubblico a partire dai primi giorni di maggio 2020, in piena osservanza delle normative igienico-sanitarie.

Adesso, l’offerta dell’Ente all’utenza livornese si arricchisce ulteriormente, suggellando il ritorno più che a pieno regime dell’attività di consulenza. E’ difatti attiva la nuova delegazione ACI sita via Martin Luther King 21, in pieno quartiere La Rosa, proprio all’interno dei locali della sede comunale di Livorno della Confederazione dell’artigianato e della piccola e media impresa. Un riferimento aggiuntivo per gli automobilisti e i centauri di Livorno città, bisognosi di supporto burocratico per tutto quello che concerne l’espletamento delle necessarie formalità. Uffici che saranno guidati dalla delegata Samanta Migliorini, supportata dalla collaboratrice Silvia Cosimi e forte di una precedente esperienza maturata nel settore delle pratiche automobilistiche al timone di un’agenzia privata in località Stagno.

 

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Nata l’Associazione Tortai Livornesi

È nata l’Associazione Tortai Livornesi.
Stamani la presentazione all’interno di un luogo simbolo per Livorno come la cantina del Comitato Coppa Barontini, a sottolineare l’importanza delle tradizioni e della storia di una comunità.
Scopo dell’associazione patrocinata da Cna è la valorizzazione di uno dei piatti più tipici di Livorno.
Otto i Tortai che l’hanno fondata ma si augura l’ingresso anche di altri nell’interesse comune della promozione non solo ai livornesi ma soprattutto ai turisti.
Forti Pizza e torta,
Da Gagarin,
Pizza e torta da Galassi,
Pizza e torta da Alepizza,
Pizza e torta da Leone,
Pizza e torta Erika e Massi,
Seghieri,
I tre Canti.
Allo studio iniziative come il Torta Pride, il rapporto con le scuole e la presenza ad altre manifestazioni di promozione della tipicità alimentare.

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Cna contro l’abusivismo

campagna contro abusivismo

Cna rilancia la propria campagna contro il lavoro abusivo e irregolare, a tutela delle aziende che fanno i salti mortali per essere in regola, ma anche dei cittadini che più o meno inconsciamente si sottopongono a rischi connessi alla salute ed alla sicurezza e favoriscono il proliferare di reati di carattere tributario, ambientale e sanitario.

L’abusivismo è una pratica ormai dilagante in moltissimi settori; dall’edilizia ai trasporti, dall’estetica all’acconciatura, dagli impianti all’autoriparazione, dall’alimentare alla moda, dalla fotografia al digitale, fino anche ad attività molto complesse come quelle di produzione.

“Quella contro l’abusivismo – afferma il presidente Cna Maurizio Serini – è una battaglia da fare sia a livello culturale che di legalità; per la prima, abbiamo iniziato un percorso in alcune scuole e punteremo ad informare gli utenti dei rischi che corrono a livello di salute, sicurezza e perfino legale, nonché del danno fatto alle aziende regolari; per la parte della legalità chiediamo a chiunque un passo avanti nel segnalarci i presunti abusivi: sarà poi Cna a far propria la segnalazione ed a inviarla all’organismo di vigilanza preposto al tipo di reato ipotizzato, tenendo anonimo il segnalante”.

“A Cna – aggiunge il direttore Dario Talini – non interessa che venga colpito chi, seppur sempre illegalmente, fa qualche piccola ed occasionale prestazione, perché capiamo l’impossibilità di spingersi a questo livello di controllo, ma ci mettiamo a servizio delle forze dell’ordine per riuscire a scovare chi ha fatto dell’irregolarità uno stile di lavoro, chi si è attrezzato per eseguire ogni giorno lavorazioni per le quali le imprese regolari sottostanno a tasse, controlli, norme sulla sicurezza e sugli smaltimenti ambientali, formazione obbligatoria e tante altre norme tanto giuste quanto onerose nel loro rispetto”. “Se prima tutto era sottotraccia – afferma il coordinatore sindacale Alessandro Longobardi – adesso molti abusivi si pubblicizzano addirittura tramite i social o attraverso l’affissione di volantini con tanto di numero di telefono e prezzi delle prestazioni. La concorrenza sleale è veramente forte e le imprese non ne possono più perché i tempi sono difficili per tutti”.

Su questa problematica, il prefetto di Livorno Gianfranco Tomao ha ricevuto una delegazione della Cna territoriale di Livorno nell’ambito della riunione del coordinamento delle forze di polizia. Nell’incontro è stata evidenziata l’attività già espressa dalle forze dell’ordine sul territorio, con particolare riguardo all’azione svolta dalla Guardia di Finanza, sia a livello preventivo che repressivo, ma anche l’intenzione di intensificare ulteriormente le attività di controllo, in particolare attraverso precise segnalazioni.

 

Il prefetto Tomao ha assicurato la disponibilità a fare tutto quanto necessario e possibile per la repressione del fenomeno, ed ha invitato Cna nel procedere con tale attività di sensibilizzazione e di segnalazione.

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Da 75 anni CNA in provincia di Livorno è vicina alla piccola e media impresa locale, vero cuore pulsante dell’Italia.

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