Prevedere ristori per la zona rossa a Cecina

“Non è certamente nostra competenza entrare nel merito dell’opportunità sanitaria di aver decretato il solo comune di Cecina come zona rossa, potestà che è nelle disponibilità del sindaco in quanto primo garante della salute dei cittadini, ma è sicuramente nostra competenza chiedere che a tali decisioni facciano seguito azioni di sostegno a tutte le aziende che da tale imposizione trarranno un danno economico”. E’ quanto sostiene la presidenza della CNA della Bassa Val di Cecina, immediatamente confrontatasi sulla questione, raccogliendo il punto di vista delle imprese.

“A giudizio della presidenza CNA di zona, questo continuo cambio di colore delle regioni ed ora anche dei comuni – afferma il coordinatore Paolo Garzelli – disorienta aziende e cittadini e impedisce soprattutto alle prime di poter programmare, se non addirittura svolgere, il proprio lavoro. Il peso economico di queste operazioni ricade unicamente sulle imprese, coinvolgendo imprenditori, dipendenti e le rispettive famiglie, generando anche una disparità fra categorie di cittadini e di lavoratori che stride anche eticamente. CNA chiede che a fronte delle restrizioni che si è ritenuto necessario imporre siano disposti adeguati ristori economici: che poi vengano dal comune, dalla regione o dallo stato, deve essere la politica a deciderlo, e subito. Il criterio di erogazione sottolineiamo ancora una volta che dovrà essere non il mero codice ateco che individua la categoria soggetta alla chiusura nella zona rossa, ma il calo di fatturato, perché in queste situazioni anche chi può stare aperto subisce il più delle volte un calo di lavoro. Neanche una erogazione indifferenziata andrebbe infatti bene, proprio perché ci sono anche settori d’impresa che nella pandemia non hanno risentito o qualche caso che ne ha addirittura colto opportunità per incrementare il lavoro. Come la salute è un bene di tutti – sostiene la presidenza CNA –  anche il lavoro e la possibilità di mantenere le proprie famiglie deve esserlo. Ci aspettiamo quindi che il comune di Cecina ascolti le necessità del mondo imprenditoriale locale, facendosene interprete con le altre istituzioni e trovando il modo di intervenire in sostegno delle imprese per il bene del territorio e dei suoi cittadini”.

Estetiste a Conte: chiusura centri nelle zone rosse è musica per gli abusivi

In attesa di conoscere in quale zona di rischio sarà collocata la Toscana nei prossimi giorni, ricordando che resta ad oggi in vigore l’Ordinanza 121 che consente ai clienti delle attività di servizi alla persona gli spostamenti in un comune limitrofo sia in zona gialla che arancione e che, in base al D. l. 172, sono consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti in un raggio di 30 Km, con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia, CNA Benessere e Sanità si sta muovendo a livello nazionale per far valere le ragioni delle Estetiste.

CNA Benessere e Sanità ha chiesto nuovamente al Governo di rivedere le disposizioni contenute nell’ultimo decreto, che escludono le imprese dell’estetica dalle attività consentite nelle zone rosse.

Le imprese del settore non ci stanno. Le Estetiste hanno accolto con grande senso di responsabilità i provvedimenti di chiusura, attenendosi alle normative messe in atto sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria. E ritengono ora che la loro esclusione risulti priva di motivazioni oggettive.
Per questo CNA Benessere e Sanità ha scritto al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per chiedere che vengano riviste le disposizioni. “Non tengono conto dell’effettivo rischio di contagio” si legge nella missiva indirizzata a Palazzo Chigi.
L’impegno sulla sicurezza

CNA Benessere e Sanità ribadisce l’impegno ad adottare rigorosi protocolli igienico-sanitari, rispondendo con diligenza e rigore alle indicazioni del Governo contro il rischio contagio. Le imprese della categoria sono consapevoli della necessità di adottare condotte per limitare la diffusione del virus e ritengono necessario un intervento tempestivo: le attività di estetica devono poter essere svolte anche all’interno delle zone rosse.

Al pari degli acconciatori, la cui attività è opportunamente consentita anche in zona rossa, le imprese di estetica garantiscono la massima sicurezza per gli operatori e per i clienti. Hanno adottato tutte le misure previste dai protocolli igienico-sanitari. Inoltre, per organizzazione e modalità di svolgimento del lavoro, non presuppongono la compresenza di più persone. Nei saloni di bellezza non c’è quindi alcun rischio di assembramento. Non si capisce pertanto il motivo per cui l’Estetica debba subire questa discriminazione e, nonostante CNA Benessere e Sanità lo abbia chiesto più volte, ancora non è stata fornita una spiegazione scientifica.

Chiudere nelle zone rosse favorisce l’abusivismo

Nella lettera a Conte CNA Benessere e Sanità ribadisce che la chiusura dei centri estetici nelle zone rosse contribuisce indirettamente ad alimentare il fenomeno dell’abusivismo. Un fenomeno molto diffuso in questo settore, che mette a repentaglio non solo la salute dei cittadini. Ma la tenuta stessa degli operatori, che rispettano diligentemente le regole. Così facendo il legislatore, sospendendo le attività, vanifica l’intento stesso di contenere i contagi.

La richiesta al Governo

Alla luce di questo, CNA Benessere e Sanità invita il Governo a riconsiderare l’esclusione delle imprese di estetica dalle attività di servizio alla persona consentite in zona rossa. Solo così si potrà contribuire al recupero di un settore che ha patito particolarmente per le limitazioni introdotte nell’ultimo anno.

CNA al prefetto: situazione delle aziende e sociale critica

“Salute e lavoro sono fattori entrambi essenziali, l’uno senza l’altro non basta e le amministrazioni pubbliche del territorio devono mettere in campo il massimo dello sforzo per garantire la sopravvivenza delle imprese locali”: è quanto hanno chiesto al prefetto di Livorno Paolo D’Attilio, il presidente provinciale di CNA Maurizio Serini ed il direttore Dario Talini nell’incontro chiesto dall’associazione e svoltosi in prefettura.

“Abbiamo manifestato al rappresentante locale del Governo – afferma Serini – tutta la criticità della situazione in cui versa la stragrande maggioranza delle aziende della nostra provincia per il calo di lavoro dovuto alla pandemia ed i periodi di chiusura, con settori rasi praticamente al suolo (come quelli legati al turismo), ed un impoverimento generale che a cascata interessa tutte le imprese, dai servizi alle manutenzioni, dal commercio alla somministrazione. I ristori, quando ci sono, sono assolutamente insufficienti a coprire costi e perdite. Accanto al sostegno dei ristori ci vuole lavoro per le aziende e su questo le amministrazioni pubbliche, tutte, possono molto di più anche attraverso gli affidamenti diretti alle imprese del territorio, previsti per legge”.

“Ormai la criticità è strutturale – aggiunge Talini – ed all’interno di essa dobbiamo iniziare a programmare gli interventi, per evitare di rincorrere continuamente l’emergenza; per questo abbiamo chiesto al prefetto di promuovere un tavolo di coordinamento anche sulla situazione economica affinchè ci sia una programmazione condivisa degli interventi di sostegno unendo ed indirizzando gli sforzi dei singoli comuni. Serve incisività anche sul fronte sicurezza, perché le attività commerciali e produttive sono ultimamente oggetto di molti furti complice la desertificazione da coprifuoco. Abbiamo infine chiesto al prefetto, in quanto a capo del coordinamento sul TPL in fascia scolastica, di far proseguire l’azione di controllo sul rispetto della limitazione nella capienza dei mezzi pubblici, per ridare fiducia alle famiglie nel mandare i figli a scuola attraverso di essi. Ncc auto e bus possono infatti fornire ulteriori mezzi in supporto”.

15mila mascherine gratis alla sede CAF CNA Livorno

Al patronato e CAF CNA disponibili gratuitamente 15mila mascherine

In distribuzione a tutti i cittadini da mercoledì 13 alla sede di via M.L. King 21

 

Presso il patronato e CAF CNA in via Martin Luther King 21 sono disponibili gratuitamente per la distribuzione ai cittadini ed alle imprese 15.000 mascherine messe a disposizione dal Comune di Livorno tramite la Protezione Civile.

Per chiunque sarà possibile presentarsi per il ritiro a partire da mercoledì 13 gennaio dalle ore 9.00 alle ore 12.00. Sarà consegnato un pacco da 5 mascherine chirurgiche (marchiate CE) per ogni tessera sanitaria che sarà presentata.

Solo con più mezzi privati le famiglie manderanno i figli a scuola in bus

Scuola: servono più mezzi privati per ridare fiducia ai genitori sui bus

Tratte urbane disertate a ottobre per paura del contagio. Adesso capienza al 50%

“Occorre ridare ai genitori fiducia nel trasporto pubblico locale nelle ore di punta dell’entrata ed uscita da scuola, altrimenti succederà come all’inizio dell’anno scolastico, quando tutti accompagnavano i figli a scuola in macchina o scooter, per evitare l’assembramento sugli autobus”.

E’ quanto afferma il coordinatore di CNA Trasporti Alessandro Longobardi sulla questione del trasporto pubblico locale in chiave covid, sostenendolo anche nel corso della commissione consiliare di Livorno dedicata all’impatto sul TPL. “Solo aumentando le corse anche urbane tramite un maggior numero di bus privati, le famiglie torneranno a fidarsi del trasporto pubblico. I dati su cui si stanno facendo i conti per calcolare il numero dei mezzi in più necessari – continua Longobardi – sono falsati dallo scarso utilizzo che c’è stato dei bus urbani fra settembre e novembre a causa della paura del contagio quando tra l’altro la soglia di riempimento era assurdamente all’80%.

Se all’utenza passerà il messaggio che i bus sulle tratte urbane rimarranno quelli o come sembra verranno addirittura diminuiti, anche se adesso con una capienza fissata al 50%, in pochi torneranno a prenderli. Prendiamo ad esempio le corse della LAM blu a Livorno in orario scolastico che vanno da Miramare alla stazione, che senza il covid viaggiavano strapiene già da metà percorso: un pullman turistico ha una media di 50 posti, dimezzandoli diventano 25; davvero si pensa che, anche con la DAD al 50%, bastino 25 posti per portare a scuola tutti gli studenti delle scuole superiori servite da quelle corse? Parliamo di Enriques, Nautico, Vespucci, Cecioni e Galilei solo per citare gli istituti più vicini alle fermate. Chi manderà i figli alle fermate rischiando che rimangano a piedi?”.

“In questo modo – afferma il direttore di Cna Dario Talini – o si pensa di non controllare il rispetto della capienza al 50% o si vuole in realtà incentivare l’uso del mezzo privato (e la bicicletta l’inverno non sarà certo quello preferito). NCC auto e bus sono pronti a fare nuovamente la propria parte a servizio delle aziende di trasporto pubblico o direttamente dei comuni. Non ci è piaciuto l’obiettivo annunciato dall’assessore regionale ai trasporti di voler risparmiare sui mezzi privati, ci sembra che vada contro l’interesse sia dell’utenza che delle imprese: queste non vogliono arricchirsi ma semplicemente lavorare ad un giusto compenso per garantire sicurezza stradale, sicurezza sul lavoro, assicurazioni, sanificazioni, carburante, stipendi regolari e tutte le tasse da pagare nonostante il settore sia con le ruote ferme praticamente dalla fine della stagione turistica 2019”.

#perchèchiusiinrossa? Estetiste e tatuatori super attenti alla salute

CNA Benessere e Sanità: “Incomprensibile l’esclusione dei servizi di estetica dalle attività consentite nelle zone rosse. Vanno immediatamente reinseriti”
Alla luce del confronto politico in atto circa la possibilità di un lockdown generalizzato nel periodo natalizio, CNA Benessere e Sanità ribadisce con forza la necessità che le imprese di estetica non siano obbligate a sospendere l’attività.
Pur condividendo i timori del Governo circa un possibile aumento dei contagi, in coincidenza del periodo delle festività, continua ad apparire incomprensibile l’esclusione dei servizi di estetica dalle attività che possono operare nelle zone rosse.
Al pari degli acconciatori queste imprese hanno sempre garantito altissimi standard di sicurezza per loro stessi e soprattutto per i clienti. Non rappresentano in alcun modo fonte di contagio poiché, per organizzazione e modalità di svolgimento del lavoro, non presuppongono la compresenza di più persone né ingenerano assembramenti. La loro esclusione risulta pertanto priva di motivazioni oggettive.
L’incertezza di queste ultime ore circa eventuali nuove restrizioni a ridosso delle festività, periodo di solito intenso per il settore, non fa che esasperare ancora di più le imprese già duramente messe alla prova in questi mesi.
CNA Benessere e Sanità chiede il reinserimento delle attività di estetica tra quelle consentite anche nelle zone rosse.

Più mezzi privati per il trasporto pubblico locale, ma corse ancora da riscuotere

Trasporto scolastico e TPL: mezzi privati pronti a fare la loro parte

Ancora però da riscuotere le corse fatte da settembre a novembre per CTT

 

“I mezzi privati degli NCC bus e auto sono pronti a fare la loro parte alla sperata ripresa dell’attività scolastica dal 7 gennaio. A quella data la soglia di riempimento delle vetture non dovrà giustamente andare al di sopra del 50% e questo comporterà per le società di gestione dei mezzi pubblici il dover nuovamente attingere dai mezzi privati (ed in misura maggiore) per ampliare il numero delle corse soprattutto nelle ore di punta”: è quanto afferma Alessandro Longobardi coordinatore di CNA Trasporti Livorno che sta aspettando risposte in merito dalla Regione Toscana.

“La sinergia sperimentata da metà settembre fino al 4 novembre (fino cioè alla chiusura delle scuole superiori), ha funzionato benissimo dal punto di vista logistico con CTT. Meno però dal punto di vista contabile visto che alle imprese di trasporto private non è stato ancora pagato un euro di quanto previsto dai contratti a causa del mancato trasferimento dei fondi da parte della Regione. Un particolare non da poco – continua Longobardi – se si pensa che le imprese hanno dovuto sostenere spese per garantire la sicurezza dei mezzi, la sanificazione, la presenza degli autisti, le assicurazioni ed il carburante. Le linee coperte nelle zone di Livorno, Pisa, Massa e Lucca  sono state una sessantina. Da essere una iniziativa che doveva anche dare ossigeno a queste imprese (rimaste completamente ferme praticamente da novembre 2019 con lo stop alle crociere e poi al turismo ed alle gite scolastiche), si sta tramutando in un ulteriore causa di indebitamento”.

“CNA – aggiunge il direttore Dario Talini – chiede quindi alla Regione anzitutto di stanziare i fondi già previsti per il periodo settembre-novembre 2020, e di dare adesso certezze per il futuro. Le imprese private hanno bisogno di lavoro, perché i pochi ristori avuti non coprono assolutamente i costi correnti. L’obiettivo deve essere quello anzitutto di dare sicurezza agli utenti ma è necessario anche dare certezze alle imprese che in questo senso coadiuvano le aziende di trasporto pubbliche, sia nel trasporto scolastico tramite scuolabus, sia nel trasporto sulle linee urbane ed extraurbane.

Per questo – conclude Talini – occorre fare una programmazione che vada almeno fino a giugno, con clausole che prevedano per le imprese private un minimo di giusto ristoro in caso di nuovi, speriamo di no, periodi di lockdown. Aspettiamo quindi che la Regione ci dia risposte e ci faccia sedere al tavolo regionale sul TPL dove possiamo portare il contributo positivo delle tante aziende del settore Ncc auto e Bus che rappresentiamo”.

Se in Arancione, Cna chiede ai sindaci lo stop alle “giratine” con assembramenti

 

“L’auspicato passaggio alla zona arancione annunciato dal presidente Giani – afferma il direttore CNA di Livorno Dario Talini – vorrebbe anzitutto dire che la situazione pandemica sta migliorando, e questo è essenziale; ma proprio per questa ragione, per scongiurare una nuova ondata ed un nuovo passaggio alla rossa è indispensabile che, decretata ufficialmente la zona arancione, i sindaci della provincia di Livorno, vietino subito le “giratine”, chiudano tutte le zone di passeggio e, con l’ausilio delle forze dell’ordine, vigilino davvero per evitare gli assembramenti: nella zona arancione, almeno per le festività, devono essere permessi solo gli spostamenti connessi alle necessità di salute, scuola, lavoro ed agli acquisti. Siamo coscienti di chiedere ai sindaci una decisione impopolare, ma riteniamo il “lockdown della socialità” sia l’unico modo per salvare oltre che la salute anche le imprese. Il periodo di zona rossa in cui siamo ancora e dal quale speriamo davvero di poter uscire, ha fortemente segnato l’economia di tantissime imprese della zona, ed i ristori non sono che acqua fresca per le loro casse. Benvenga qualsiasi agevolazione sia stata fatta dai comuni a livello tributario e di contributi (e chiediamo che tutte facciano il più possibile in tal senso), ma niente può essere determinante come la ripresa del lavoro. Non vorremmo che si ripetessero le scene di incoscienti assembramenti su cui nessuno è intervenuto. Tutti avremmo voglia di libertà e di uscire, e soprattutto di liberarci dal virus – continua Talini – ma non possiamo permetterci per nessun motivo di ripiombare in zona rossa con le limitazioni che questo sta comportando: pensiamo all’inspiegabile impossibilità di recarsi dall’artigiano di fiducia che ha sede nel comune accanto, come se fosse la geografia a veicolare il virus e non la scarsa attenzione alle misure di prevenzione, norme che invece vengono rispettate nelle imprese e su cui hanno investito (dal 18 novembre abbiamo scritto su questo al prefetto, senza aver ancora avuto risposta). “Si pensi – aggiunge la coordinatrice di CNA Benessere e Sanità Valentina Bonaldi – all’altrettanto inspiegabile chiusura dei centri estetici e di tatuaggio, attività in cui sembra di entrare in una clinica per l’attenzione da sempre avuta all’igiene, e adesso ancor di più, non solo per i clienti ma anche per la salute degli operatori. Proprio su questo punto CNA ha lanciato la campagna social e media #esteticasicura, #tatuatorisicuri e #perchèchiusiinrossa?”.

 

Con il nuovo DPCM riaprire estetica e tatuatori anche in zone rosse

CNA Benessere e Sanità auspica che, alla luce del miglioramento in corso della curva epidemiologica, il nuovo Dpcm sulle misure di contenimento del contagio atteso per i prossimi giorni consenta ai centri estetici e di tatuaggio di riprendere appieno l’attività anche nelle zone rosse.

Si tratta di servizi alla persona che assicurano il massimo rispetto dei protocolli di sicurezza e che non rappresentano in alcun modo fonte di contagio poiché per organizzazione e modalità di svolgimento del lavoro non presuppongono la compresenza di più persone, né ingenerano assembramenti.

Le imprese di estetica e tatuaggio, nella prospettiva di affrontare una seconda ondata del virus, hanno effettuato ingenti investimenti per la sicurezza in modo da scongiurare il rischio di dover ricorrere nuovamente alle misure estreme adottate a marzo.

Il settore è pronto per affrontare in totale sicurezza e serenità i prossimi mesi continuando a garantire il proseguimento dell’attività senza rischi per la salute di dipendenti e clienti.

Martedì 24 ore 10.30 webinar gratuito sugli aiuti per la Ristorazione

CNA ha organizzato un webinar gratuito sul tema “AIUTI PER IL SETTORE RISTORAZIONE IN TEMPI DI COVID-19” per illustrare quali bandi, finanziamenti e contributi a fondo perduto siano attualmente presenti per il settore della ristorazione ( inteso come bar, ristoranti, pizzerie, pasticcerie, gelaterie, rosticcerie etc.) così duramente colpito dall’emergenza Covid-19.

La videoconferenza si terrà martedì 24 novembre alle ore 10:30 tramite la piattaforma Webex.

Relatore il Responsabile del l’Ufficio Credito CNA, Andrea Porciani.

La partecipazione è gratuita ma occorre richiedere il link scrivendo a comunicazione@cnalivorno.it.