Fatturazione elettronica

Scade il 30 giugno obbligo trasparenza benefici pubblici ad imprese per il 2019

Entro il 30.06.2020 scade il termine dell’adempimento di rendere trasparenti e pubblici i “benefici” di qualunque genere ricevuti durante il 2019, dalla pubblica amministrazione.

In particolare,

  • Le imprese che redigono il bilancio esteso o consolidato devono effettuare l’adempimento mediante una specifica informativa in Nota Integrativa;
  • Le imprese che redigono il bilancio abbreviato e quelle non tenute alla redazione della Nota Integrativa, le associazioni, Onlus e Fondazioni devono effettuare l’adempimento entro il 30.06.2020 pubblicando le informazioni relative ai benefici ricevuti sui propri siti o portali digitali. Le imprese che non hanno un proprio sito o portale possono effettuare l’adempimento sul portale digitale delle associazioni di categoria di appartenenza.

 

Le modalità di pubblicazione variano a seconda che i soggetti interessati redigano la “nota integrativa estesa” rispetto alle altre imprese e/o associazioni/fondazioni/ONLUS. Le prime lo rendono pubblico inserendo le informazioni nella nota integrativa, mentre tutte le altre (microimprese, società che redigono il bilancio in forma abbreviata, società di persone, ditte individuali, associazioni, fondazioni e ONLUS) dovranno farlo attraverso l’inserimento nel proprio Sito internet o nel sito delle Associazione di Categoria di appartenenza

Cna Livorno è a disposizione per consentirle di adempiere a tale obbligo nel modo più agevole possibile.

 

sanzioni

Fino al 30 aprile niente sanzioni per invio in ritardo dei corrispettivi

Niente sanzioni per la mancata trasmissione telematica dei corrispettivi se si procede all’invio dei dati entro il prossimo 30 aprile. E’ quanto ha chiarito l’Agenzia delle Entrate in riferimento al primo semestre di applicazione (1.7.2019–31.12.2019) dell’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi per i contribuenti con volume di affari superiore a 400mila euro. La mancata trasmissione dei dati relativi ad operazioni effettuate in tale periodo non è sanzionabile se l’esecuzione dell’adempimento omesso avviene entro il prossimo 30 aprile 2020.

La risoluzione n. 6 del 10 febbraio 2020 dell’Agenzia riconosce in tema di errori del contribuente la possibilità di regolarizzare senza applicazione di sanzioni amministrative l’esecuzione dell’adempimento omesso ovvero di procedere alla trasmissione dei dati non oltre la scadenza del 30 aprile 2020 previsto per la presentazione della dichiarazione Iva relativa al periodo d’imposta 2019.

Si ricorda, infatti, che “le sanzioni previste dal comma 6 non si applicano in caso di trasmissione telematica dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione”, in risposta alle potenziali difficoltà in sede di prima applicazione dell’obbligo di memorizzazione e trasmissione dei dati dei corrispettivi giornalieri.

Pertanto, i soggetti obbligati ai corrispettivi telematici nel periodo transitorio dal 1° luglio 2019 al 31.12.2019, anche se privi di RT e dunque hanno certificato i corrispettivi per mezzo di scontrini e ricevute fiscali, possono procedere alla trasmissione dei dati nei termini più ampi previsti per la presentazione della dichiarazione IVA, senza applicazione di alcuna sanzione amministrativa.

Le sanzioni indicate nell’articolo 2, comma 6, del D.Lgs. n. 127/2015 vanno applicate solo in caso di trasmissione telematica dei corrispettivi, riferita al secondo semestre 2019, successiva al 30 aprile 2020 ovvero omessa dopo tale data.

Altra precisazione riportata dalla risoluzione dell’Agenzia delle Entrate riguarda l’invio ai contribuenti di comunicazioni che segnalavano una possibile anomalia legata alla mancata trasmissione telematica dei corrispettivi.

Inoltre, la risoluzione chiarisce che non sussiste l’obbligo di memorizzazione elettronica e di trasmissione telematica dei corrispettivi laddove il contribuente abbia documentato le operazioni tramite l’emissione di fatture di cui all’articolo 21 o 21-bis del decreto IVA in luogo di scontrini ovvero ricevute fiscali.

Pertanto, tali soggetti non sono tenuti a rispondere alle lettere di compliance per il mancato invio dei corrispettivi telematici, come da ultima informativa dell’Agenzia delle Entrate disponibile sul proprio sito internet. Nessun obbligo di memorizzazione/invio è previsto per coloro che svolgono le attività esonerate con il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 10 maggio 2019, come da ultimo modificato con decreto dello stesso Ministro del 24 dicembre 2019.

I soggetti inoltre non sono tenuti a fornire chiarimenti, tramite il canale di assistenza CIVIS, in caso di ricevimento di lettere di compliance per il mancato invio di corrispettivi telematici. E’ quanto chiarito, per le vie brevi, dall’Agenzia delle Entrate in linea con quanto già precisato per i soggetti che hanno documentato le operazioni di cui all’articolo 22 del decreto IVA tramite l’emissione di fatture in luogo di scontrini ovvero ricevute fiscali.

detrazione

Mezzi tracciabili per la detrazione delle spese

Con la recente legge di stabilità, per il 2020 è stato disposto che ai fini Irpef la detrazione dall’imposta lorda nella misura del 19% degli oneri indicati nell’art. 15 Tuir e in altre disposizioni normative spetta a
condizione che l’onere sia sostenuto con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di
pagamento tracciabili, previsti dall’art. 23 D. Lgs. 241/1997 (carte di debito, di credito, prepagate, assegni
bancari e circolari).
Quindi dal 01.01.2020 se si vogliono detrarre dal proprio modello 730 o dalla dichiarazione dei redditi certe
spese sostenute, il contante è vietato!
Di seguito ecco alcuni esempi di spese interessate:
…interessi passivi relativi a mutui contratti sull’abitazione principale;
.. intermediazioni immobiliari per l’acquisto dell’abitazione principale;
.. spese mediche, odontoiatri, fisioterapisti etc.;
.. spese veterinarie;
.. spese funebri;
.. spese per frequenza di scuole dell’infanzia e università;
.. premi di assicurazioni rischio morte o infortuni;
.. erogazioni liberali a favore di istituti scolastici;
.. spese per iscrizione di ragazzi tra i 5 e i 18 anni ad associazioni sportive, palestre, piscine e altre strutture
e impianti sportivi;
.. canoni per affitti stipulati ai sensi della L. 431/1998 da studenti universitari fuori sede;
.. canoni per affitti relativi all’abitazione principale;
.. spese per addetti all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza;
.. abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale.
In questi casi è richiesto il pagamento tracciabile mediante versamento bancario o postale (bonifico, conto
corrente postale), un sistema di pagamento previsto dall’art. 23 D. Lgs. 241/1997, ossia carte di debito
(bancomat), carte di credito (esempio Visa, American Express, Mastercard), carte prepagate, assegni
bancari e circolari.
Il pagamento in contanti rimane possibile, ma non consente la detrazione ai fini Irpef delle relative spese
sostenute.
• Si consiglia, pertanto, che in sede di rilascio della fattura da parte dell’operatore sanitario sia indicato sul
documento con quale sistema è avvenuto il pagamento; ad esempio, “pagato con assegno bancario”,
oppure “pagato carta di credito”, in modo da agevolare la detrazione.
Eccezioni • L’obbligo del pagamento con sistemi tracciabili non è applicabile in relazione alle spese
sostenute per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici, per le prestazioni sanitarie rese dalle strutture
pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale.
Si ricorda infine che per tutti i pagamenti relativi a spese detraibili comprese le spese sanitarie i cui
pagamenti sono effettuati con metodi digitali e tracciabili, per poter fruire delle detrazioni in dichiarazione
dei redditi è comunque necessario conservare per i cinque i relativi documenti cartacei.

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Obbligo registratori di cassa telematici: convenzione CNA

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Ecobonus: le imprese non sono un bancomat. Ricorso Cna

Lo sconto in fattura previsto per Ecobonus e Sismabonus nel Decreto crescita altera la concorrenza danneggiando le piccole e medie aziende. Oltre 60 imprese dei settori impianti, legno e arredamento associate a CNA hanno avviato un procedimento amministrativo davanti alla Commissione europea e all’Autorità garante della concorrenza ed il mercato affinché venga accertata l’illegittimità dell’art. 10 della L. 58/2019 (Decreto Crescita) per violazione del diritto comunitario e/o nazionale della concorrenza.

“Il provvedimento varato dal Parlamentoha dichiarato il presidente CNA Installazione Impianti, Carmine Battipaglia – ci ha convinto a mobilitarci a tutela delle piccole imprese. D’intesa con la Confederazione ci siamo attivati per ricorrere sia all’Antitrust che alla Commissione europea per ottenere la cancellazione dell’articolo 10 che riteniamo un tentativo di favorire la concentrazione del mercato della riqualificazione energetica nelle mani di pochi operatori, con conseguente alterazione della concorrenza, rappresentando un indebito aiuto di Stato per le grandi imprese a danno delle piccole e medie”.

Il mercato è rilevante. Secondo l’ultimo Rapporto Enea i lavori di efficientamento energetico del patrimonio edilizio che hanno beneficiato dell’Ecobonus nel 2018 sono stati 334mila con 3,3 miliardi di euro di investimenti.

Risultati cna

Proroghe nelle dichiarazioni dei redditi

Con la conversione in legge del decreto Crescita, tra le altre innumerevoli disposizioni è stato approvato lo spostamento dei versamenti delle imposte derivanti dalle dichiarazioni dei redditi per alcune tipologie di contribuenti.

Inoltre in data 28.06.2019 l’Agenzia delle Entrate si è affrettata ad emanare la risoluzione n. 64 a chiarimento e precisazione della norma.

Vediamo più nel dettaglio.

 

30 SETTEMBRE 2019. Termine di versamento delle imposte dirette, irap ed iva di tutti i soggetti (imprese, lavoratori autonomi) titolari di partita IVA che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale, e che dichiarano ricavi o compensi di importo non superiore al limite stabilito per ciascun ISA. Questo nuovo termine è previsto anche per i soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese anche familiari, aventi i requisiti prima indicati.

Si tratta quindi di tutti i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli Indicatori Sintetici di Affidabilità Fiscale (ISA) che contestualmente esercitano, in forma di impresa o di lavoro autonomo, tali attività prescindendo dal fatto che gli stessi applichino o meno gli ISA e dichiarino ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun ISA, dal relativo decreto ministeriale di approvazione. Con la citata risoluzione n. 64 è stato precisato che sono interessati dalla proroga al 30 settembre anche i contribuenti che, per il periodo d’imposta 2018 hanno applicato il regime forfait e/o il regime fiscale di vantaggio, altre tipologie di criteri forfait (vedi il forfait agricoltura) ed infine anche tutti coloro che pur essendo interessati dagli ISA dichiarano cause di esclusione dagli stessi.

NON E’ INVECE CHIARO SE OLTRE ALLA DATA DEL 30 SETTEMBRE SIA PREVISTA ANCHE QUELLA DEL 30 OTTOBRE CON LA MAGGIORAZIONE DELLO 0,4%.

 

1 LUGLIO e 31 LUGLIO 2019. Questi due termini di versamento (il secondo del 31 luglio, con la consueta maggiorazione dello 0,4%) restano tali per tutti i contribuenti senza partita IVA o con partita IVA ma che con il proprio codice dell’attività economica, restano fuori dagli ISA. Ad esempio, sono escluse dalla proroga le persone fisiche che hanno redditi di terreni o fabbricati, redditi diversi, occasionali, di lavoro dipendente o di pensione.

 

30 NOVEMBRE 2019. Questo è il nuovo termine per la presentazione telematica delle dichiarazioni annuali dei Redditi e dell’Irap.

I soggetti Ires presentano la dichiarazione in via telematica entro l’ultimo giorno dell’undicesimo mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta. Di conseguenza, sono allungati anche i termini per il ravvedimento, nel caso di presentazione tardiva del modello Redditi. Ad esempio, considerato che la presentazione online del modello Redditi 2019 è stata prorogata al 30 novembre 2019, che slitta al 2 dicembre, la dichiarazione tardiva entro 90 giorni potrà essere presentata entro il 1° marzo 2020. Per la presentazione della dichiarazione con ritardo non superiore a 90 giorni, si applicano sanzioni variabili, con un minimo di 250 euro. La dichiarazione annuale presentata con ritardo non superiore a 90 giorni è sanabile con il pagamento di una sanzione di 25 euro (un decimo di 250 euro). Restano ferme le eventuali sanzioni applicabili in caso di tardivi od omessi versamenti, comunque ravvedibili in base al ritardo con il quale si regolarizzano.

 

31 DICEMBRE 2019. Nuovo termine per la presentazione delle dichiarazioni Imu e TASI per effetto dello spostamento dal 30 giugno al 31 dicembre

Fatturazione elettronica

La Fatturazione Elettronica in 10 punti

Flat tax

Flat Tax istruzioni per l’uso