Registratori Telematici: obbligo per tutti dal 1 gennaio. Slitta il termine per il tracciato

Un apposito provvedimento dell’Agenzia Entrate ha disposto la proroga al 1° aprile 2021 dell’obbligo di utilizzo del tracciato telematico dei dati dei corrispettivi giornalieri versione 7.0 – giugno 2020 e del conseguente adeguamento dei Registratori Telematici. QUESTO NON SIGNIFICA CHE SLITTA L’OBBLIGO PER L’INSTALLAZIONE DEI REGISTRATORI TELEMATICI DAL 01.01.2021 PER CHI ANCORA ERA ESONERATO, MA SEMPLICEMENTE CHE VENGONO POSTICIPATE ALCUNE REGOLE PER L’EMISSIONE DEL DOCUMENTO COMMERCIALE IN CASI PARTICOLARI COME RESI O ANNULLI O VOUCHER.
Sono prorogati al 31 marzo 2021 anche i termini entro i quali i produttori possono dichiarare la conformità alle specifiche tecniche di un modello già approvato dall’Agenzia Entrate.

Sospensioni versamenti: si paga a novembre ma anche a rate

L’articolo 99 D.L. 104/2020 (c.d. Decreto Agosto) ha apportato modifiche alla disciplina della sospensione dei termini di versamento dei carichi affidati all’Agente della riscossione e a quella delle sospensioni dei pignoramenti su stipendi e pensioni.

Più precisamente, la disposizione citata, intervenendo sull’articolo 68, commi 1 e 2-ter, D.L. 18/2020 (D.L. Cura Italia) ha disposto, sia per le entrate tributarie che per quelle non tributarie, il differimento al 15 ottobre 2020 del termine finale di sospensione dei versamenti in scadenza dall’8 marzo al 15 ottobre. Si rammenta che il termine finale di sospensione dell’attività di riscossione era precedentemente fissato al 31 agosto 2020 e che la sospensione in parola concerne i seguenti atti:

  • cartelle di pagamento;
  • avvisi di accertamento “esecutivi” ex articolo 29 D.L. 78/2010;
  • avvisi di accertamento in materia doganale ex articolo 9, commi da 3-bis a 3-sexies, D.L.16/2012;
  • ingiunzioni degli enti territoriali;
  • nuovi avvisi di accertamento “esecutivi” per tributi locali ex articolo 1, comma 792, L.160/2019.

I versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati in unica soluzione entro il mese successivo al termine di sospensione (quindi, a seguito della citata modifica, entro il 30 novembre 2020) ed eventuali importi già versati non possono essere oggetto di rimborso.

Sarà comunque possibile effettuare il pagamento anche a rate presentando domanda di rateizzazione entro la stessa scadenza del 30.11.2020 per evitare l’attivazione delle procedure di recupero.

Per tutti i piani di rateazione “esattoriale” in essere ala data dell’8 marzo 2020, nonché per tutte le eventuali domande di dilazione presentate entro il 15 ottobre 2020, a prescindere dalla data di accoglimento delle stesse, la causa di decadenza dal beneficio del termine è elevata da 5 a 10 rate non pagate. Quindi se non sono state versate le 8 rate in scadenza nel periodo di sospensione (8 marzo- 15 ottobre 2020) ed a Novembre non si fosse in grado di pagare integralmente gli importi sospesi, ci si potrà limitare a proseguire con il versamento mensile del piano originario di rateizzazione. In quanto la mancata corresponsione di 8 rate non determina la decadenza della rateazione.

Flat tax

Ecco i versamenti sospesi fino al 15 ottobre

Tra le tante disposizioni contenute nel decreto legge agosto vi è anche quella relativa alla sospensione dei termini di versamento dei carichi affidati all’Agente della riscossione.

Nello specifico sono sospesi fino al 15 Ottobre 2020 i versamenti relativi ai seguenti atti:

  • Cartelle di pagamento;
  • Avvisi di accertamento “esecutivi”;
  • Avvisi di accertamento in materia doganale;
  • Ingiunzioni degli enti territoriali:
  • Nuovi avvisi di accertamento “esecutivi” per i tributi locali.

 

I versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati in unica soluzione entro il mese successivo al termine di sospensione, quindi entro il prossimo 30 novembre 2020.

 

La sospensione riguarda anche i piani di dilazione già in essere compresi quelli i cui provvedimenti di accoglimento sono emessi con riferimento alle istanze presentate sino alla data del 15 ottobre.

Il decreto prevede anche che la decadenza della rateazione in corso si ha solo nel caso di mancato pagamento nel corso del periodo di rateazione, di dieci rate, anche non consecutive ed in tale circostanza il debitore decade automaticamente dal beneficio della rateazione e l’intero importo iscritto a ruolo ancora dovuto è immediatamente ed automaticamente riscuotibile in unica soluzione.

Per ulteriori informazioni potete rivolgervi ai nostri uffici.

Verifica della PEC entro il 1° ottobre 2020

Nell’ambito dei servizi digitali, al momento è disponibile la PEC, servizio di tipo “postale” ormai consolidato da 15 anni, che consente di sostituire, con pieno valore legale, comunicazioni e notificazioni di atti e documenti sia da parte delle pubbliche amministrazioni, che da parte dei privati.

Entro il prossimo 1° ottobre 2020 tutte le imprese dovranno verificare se il proprio indirizzo PEC è attivo e iscritto nel registro delle imprese; in caso contrario, dovranno acquisirne uno e procedere alla comunicazione tramite il nuovo servizio semplificato che consente di comunicare il proprio indirizzo PEC al registro imprese senza pagare oneri, bolli e diritti. Il servizio è accessibile, via web, con l’utilizzo della firma digitale del legale rappresentate dell’impresa all’indirizzo https://ipec-registroimprese.infocamere.it/ipec/do/Welcome.action

In caso di mancata comunicazione dell’indirizzo PEC è prevista una sanzione tra un minimo di € 206,  ad un massimo di € 2.064,00 per le società (€ 412 se pagate in forma ridotta entro 90 giorni) e da un minimo di € 30,00 ad un massimo di € 1.548,00 per le imprese individuali (€ 60,.00 se pagate in forma ridotta entro 90 giorni.

Coloro che non adempiono nel termine del 1° ottobre, oltre all’applicazione della sanzione si vedranno assegnare d’ufficio dalla camera di commercio un domicilio digitale che sarà reso disponibile ma solo per la ricezione dei documenti.

Per chiarimenti ed approfondimenti vi invitiamo a rivolgervi ai nostri uffici.

Al via il bonus sulle commissioni bancarie

Al via il nuovo bonus sulle commissioni bancarie

Partito il 1° luglio 2020 il nuovo tax credit sulle transazioni tracciabili. Con l’articolo 22 del D.L. 124/2019 (“decreto fiscale” collegato alla legge di bilancio 2020), infatti, agli esercenti attività di impresa, arte o professioni spetta un credito di imposta pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate emesse da operatori finanziari tenuti all’obbligo di comunicazione di cui all’articolo 7, comma 6 del D.P.R. 605/1973 nonché per le transazioni effettuate mediante altri strumenti di pagamento tracciabili.

Detto credito d’imposta spetta per le commissioni dovute in relazione a cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti di consumatori “finali” ed a condizione che i ricavi e compensi relativi all’anno d’imposta precedente siano di ammontare non superiore a 400.000 euro. Ai fini della determinazione del bonus, gli esercenti ed i professionisti riceveranno dagli operatori finanziari (via Pec o tramite pubblicazione nell’online banking), entro il 20 del mese successivo a quello di riferimento, l’elenco delle transazioni effettuate e le informazioni relative alle commissioni addebitate.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione con il modello F24, a decorrere dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa. Così’ ad esempio è possibile utilizzare in F24 il beneficio già dal mese di agosto in relazione alle commissioni di luglio.

Gli esercenti utilizzatori del credito d’imposta sono tenuti a conservare tutta la documentazione relativa alle commissioni addebitate per le transazioni effettuate con strumenti elettronici di pagamento. Tale documentazione deve essere messa a disposizione, su richiesta degli organi dell’amministrazione finanziaria, e conservata per un periodo di 10 anni dall’anno in cui il credito è stato utilizzato.

 

Per chiarimenti e approfondimenti ulteriori, potete rivolgervi ai nostri uffici.

pmi

In vigore il limite del pagamento in contanti a 2.000 euro

A decorrere dal 1° luglio 2020, il limite all’uso del contante è passato dai 3.000 euro a 2.000 euro.

È previsto il divieto di trasferire denaro contante e titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, siano esse persone fisiche o giuridiche, quando il valore oggetto di trasferimento, è complessivamente pari o superiore a 2.000 euro dal 1° luglio.

In caso di violazioni delle nuove disposizioni si applica la sanzione amministrativa pecuniaria:

da 2.000 euro a 50.000 euro per le violazioni commesse e contestate dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

Fatturazione elettronica

Scade il 30 giugno obbligo trasparenza benefici pubblici ad imprese per il 2019

Entro il 30.06.2020 scade il termine dell’adempimento di rendere trasparenti e pubblici i “benefici” di qualunque genere ricevuti durante il 2019, dalla pubblica amministrazione.

In particolare,

  • Le imprese che redigono il bilancio esteso o consolidato devono effettuare l’adempimento mediante una specifica informativa in Nota Integrativa;
  • Le imprese che redigono il bilancio abbreviato e quelle non tenute alla redazione della Nota Integrativa, le associazioni, Onlus e Fondazioni devono effettuare l’adempimento entro il 30.06.2020 pubblicando le informazioni relative ai benefici ricevuti sui propri siti o portali digitali. Le imprese che non hanno un proprio sito o portale possono effettuare l’adempimento sul portale digitale delle associazioni di categoria di appartenenza.

 

Le modalità di pubblicazione variano a seconda che i soggetti interessati redigano la “nota integrativa estesa” rispetto alle altre imprese e/o associazioni/fondazioni/ONLUS. Le prime lo rendono pubblico inserendo le informazioni nella nota integrativa, mentre tutte le altre (microimprese, società che redigono il bilancio in forma abbreviata, società di persone, ditte individuali, associazioni, fondazioni e ONLUS) dovranno farlo attraverso l’inserimento nel proprio Sito internet o nel sito delle Associazione di Categoria di appartenenza

Cna Livorno è a disposizione per consentirle di adempiere a tale obbligo nel modo più agevole possibile.

 

sanzioni

Fino al 30 aprile niente sanzioni per invio in ritardo dei corrispettivi

Niente sanzioni per la mancata trasmissione telematica dei corrispettivi se si procede all’invio dei dati entro il prossimo 30 aprile. E’ quanto ha chiarito l’Agenzia delle Entrate in riferimento al primo semestre di applicazione (1.7.2019–31.12.2019) dell’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi per i contribuenti con volume di affari superiore a 400mila euro. La mancata trasmissione dei dati relativi ad operazioni effettuate in tale periodo non è sanzionabile se l’esecuzione dell’adempimento omesso avviene entro il prossimo 30 aprile 2020.

La risoluzione n. 6 del 10 febbraio 2020 dell’Agenzia riconosce in tema di errori del contribuente la possibilità di regolarizzare senza applicazione di sanzioni amministrative l’esecuzione dell’adempimento omesso ovvero di procedere alla trasmissione dei dati non oltre la scadenza del 30 aprile 2020 previsto per la presentazione della dichiarazione Iva relativa al periodo d’imposta 2019.

Si ricorda, infatti, che “le sanzioni previste dal comma 6 non si applicano in caso di trasmissione telematica dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione”, in risposta alle potenziali difficoltà in sede di prima applicazione dell’obbligo di memorizzazione e trasmissione dei dati dei corrispettivi giornalieri.

Pertanto, i soggetti obbligati ai corrispettivi telematici nel periodo transitorio dal 1° luglio 2019 al 31.12.2019, anche se privi di RT e dunque hanno certificato i corrispettivi per mezzo di scontrini e ricevute fiscali, possono procedere alla trasmissione dei dati nei termini più ampi previsti per la presentazione della dichiarazione IVA, senza applicazione di alcuna sanzione amministrativa.

Le sanzioni indicate nell’articolo 2, comma 6, del D.Lgs. n. 127/2015 vanno applicate solo in caso di trasmissione telematica dei corrispettivi, riferita al secondo semestre 2019, successiva al 30 aprile 2020 ovvero omessa dopo tale data.

Altra precisazione riportata dalla risoluzione dell’Agenzia delle Entrate riguarda l’invio ai contribuenti di comunicazioni che segnalavano una possibile anomalia legata alla mancata trasmissione telematica dei corrispettivi.

Inoltre, la risoluzione chiarisce che non sussiste l’obbligo di memorizzazione elettronica e di trasmissione telematica dei corrispettivi laddove il contribuente abbia documentato le operazioni tramite l’emissione di fatture di cui all’articolo 21 o 21-bis del decreto IVA in luogo di scontrini ovvero ricevute fiscali.

Pertanto, tali soggetti non sono tenuti a rispondere alle lettere di compliance per il mancato invio dei corrispettivi telematici, come da ultima informativa dell’Agenzia delle Entrate disponibile sul proprio sito internet. Nessun obbligo di memorizzazione/invio è previsto per coloro che svolgono le attività esonerate con il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 10 maggio 2019, come da ultimo modificato con decreto dello stesso Ministro del 24 dicembre 2019.

I soggetti inoltre non sono tenuti a fornire chiarimenti, tramite il canale di assistenza CIVIS, in caso di ricevimento di lettere di compliance per il mancato invio di corrispettivi telematici. E’ quanto chiarito, per le vie brevi, dall’Agenzia delle Entrate in linea con quanto già precisato per i soggetti che hanno documentato le operazioni di cui all’articolo 22 del decreto IVA tramite l’emissione di fatture in luogo di scontrini ovvero ricevute fiscali.

detrazione

Mezzi tracciabili per la detrazione delle spese

Con la recente legge di stabilità, per il 2020 è stato disposto che ai fini Irpef la detrazione dall’imposta lorda nella misura del 19% degli oneri indicati nell’art. 15 Tuir e in altre disposizioni normative spetta a
condizione che l’onere sia sostenuto con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di
pagamento tracciabili, previsti dall’art. 23 D. Lgs. 241/1997 (carte di debito, di credito, prepagate, assegni
bancari e circolari).
Quindi dal 01.01.2020 se si vogliono detrarre dal proprio modello 730 o dalla dichiarazione dei redditi certe
spese sostenute, il contante è vietato!
Di seguito ecco alcuni esempi di spese interessate:
…interessi passivi relativi a mutui contratti sull’abitazione principale;
.. intermediazioni immobiliari per l’acquisto dell’abitazione principale;
.. spese mediche, odontoiatri, fisioterapisti etc.;
.. spese veterinarie;
.. spese funebri;
.. spese per frequenza di scuole dell’infanzia e università;
.. premi di assicurazioni rischio morte o infortuni;
.. erogazioni liberali a favore di istituti scolastici;
.. spese per iscrizione di ragazzi tra i 5 e i 18 anni ad associazioni sportive, palestre, piscine e altre strutture
e impianti sportivi;
.. canoni per affitti stipulati ai sensi della L. 431/1998 da studenti universitari fuori sede;
.. canoni per affitti relativi all’abitazione principale;
.. spese per addetti all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza;
.. abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale.
In questi casi è richiesto il pagamento tracciabile mediante versamento bancario o postale (bonifico, conto
corrente postale), un sistema di pagamento previsto dall’art. 23 D. Lgs. 241/1997, ossia carte di debito
(bancomat), carte di credito (esempio Visa, American Express, Mastercard), carte prepagate, assegni
bancari e circolari.
Il pagamento in contanti rimane possibile, ma non consente la detrazione ai fini Irpef delle relative spese
sostenute.
• Si consiglia, pertanto, che in sede di rilascio della fattura da parte dell’operatore sanitario sia indicato sul
documento con quale sistema è avvenuto il pagamento; ad esempio, “pagato con assegno bancario”,
oppure “pagato carta di credito”, in modo da agevolare la detrazione.
Eccezioni • L’obbligo del pagamento con sistemi tracciabili non è applicabile in relazione alle spese
sostenute per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici, per le prestazioni sanitarie rese dalle strutture
pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale.
Si ricorda infine che per tutti i pagamenti relativi a spese detraibili comprese le spese sanitarie i cui
pagamenti sono effettuati con metodi digitali e tracciabili, per poter fruire delle detrazioni in dichiarazione
dei redditi è comunque necessario conservare per i cinque i relativi documenti cartacei.

Obbligo registratori di cassa telematici: convenzione CNA