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Preoccupazione di Cna per la sorte del “regime dei minimi”

“La CNA esprime grande preoccupazione per il cammino della norma sul regime dei minimi, che concilia certezza e flessibilità, che potrebbe essere indebolita a seguito dei rilievi della Ragioneria Generale dello Stato”.

La disposizione del decreto fiscale consente il mantenimento all’interno del regime semplificato delle imprese personali e degli autonomi che abbiano sforato per meno di 15mila euro, e per un massimo di due volte non consecutive nell’arco di cinque anni, il limite di accesso a questo regime. Tale norma, oltre a riconoscere le semplificazioni assicurate ai minimi, evita i notevoli oneri amministrativi che pesano sulla gestione contabile dell’uscita e dell’eventuale rientro nel regime forfettario. Per chiarire, nell’anno di uscita dal regime l’impresa sarebbe costretta a ricostruire tutta la contabilità ai fini delle imposte dirette, dell’Irap e dell’Iva con un notevole esborso economico.

“Sui rilievi contabili della Ragioneria devono prevalere le ragioni di chi vuole aiutare le imprese a crescere e a creare occupazione e ricchezza”. Lo si legge in un comunicato stampa della CNA.

Amministrazione e fisco

Indagine Cna: anche nel 2016 a Livorno aziende stritolate dalle imposte locali

“Nella classifica negativa dei comuni più onerosi, Livorno sale di ben 12 posizioni, un balzo non certo invidiabile – afferma il direttore Cna Marco Valtriani – considerando che siamo anche al terzo posto fra i comuni capoluogo della Toscana. Livorno è inoltre in controtendenza rispetto alla media nazionale in cui il giorno di libertà dalle tasse arretra al 9 agosto. Qui si lavora per le tasse per 228 giorni all’anno, con un Tax Rate del 62,3%”. Il 15 agosto è stato infatti l’ultimo giorno in cui hanno lavorato per il fisco soprattutto locale e potranno dal giorno dopo lavorare per la propria famiglia e per la propria impresa. E’ stata però una festa amara, perché nel 2016 hanno lavorato ben tre giorni in più rispetto al 2015 solo per le tasse, quando il “Tax Free Day” era fissato per il 12 agosto.

L’indagine condotta in tutta Italia dal Centro Studi di CNA Nazionale, nella classifica negativa dei comuni a maggior peso fiscale vede Livorno nel 2016 al 42.mo posto, contro il 54.mo del 2015: il comune più virtuoso al 124.mo posto è Gorizia; dei toscani il meno gravoso è Arezzo al 117.mo posto nazionale. “Dei teorici 50mila euro di reddito – commenta Valtriani tabelle alla mano – all’impresa livornese rimangono solo 18.865 euro, ben 3.299 euro in meno rispetto ad esempio al comune di Arezzo, il meno caro in Toscana, circa 700 euro meno rispetto alla vicina Pisa e circa 630 euro meno della media nazionale.

Come spesso accade inoltre, la realtà è ancor peggiore delle medie statistiche: nel calcolo fatto sull’impresa tipo, si tiene conto di uno sgravio sulla Tari disposto dal MISE per la produzione di rifiuti speciali e richiesto a gran voce proprio dalla Cna, che nella stragrande maggioranza delle imprese livornesi però non trova applicazione; il pagamento quindi a pieno regime della salatissima Tari determinata dal Comune di Livorno, farebbe ridurre quel reddito disponibile a 18.087 euro, un vero salasso. Si può e si deve migliorare, alleggerendo le imprese dalla enorme pressione fiscale anche locale: tanto per cominciare – conclude Valtriani – si dovrebbe considerare l’IMU sugli immobili strumentali come completamente deducibile dal reddito d’impresa, si deve rivedere l’applicazione della Tari e le relative riduzioni a favore delle imprese che già pagano in proprio per i propri rifiuti e si deve lavorare su Aamps affinchè il costo del servizio di gestione dei rifiuti diminuisca, facendo diminuire di conseguenza la Tari, come era stato promesso in campagna elettorale alle imprese, una delle cause di bocciatura per Nogarin nelle pagelle recentemente fatte dalla Cna a due anni dalle elezioni”.

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Nuova truffa via e-mail circa l’invio di documentazione contabile alla Guardia Di Finanza

Si sta diffondendo negli ultimi giorni una nuova frode telematica finalizzata ad ottenere informazioni riguardanti la situazione contabile dei destinatari.
Attraverso una e-mail, inviata dall’indirizzo di posta elettronica gdf.gov.it@minister.com, che apparentemente risulta riconducibile alla Guardia di Finanza, ignari cittadini vengono invitati, a fronte di una presunta “evasione fiscale”, ad inviare documentazione

contabile e fiscale entro 48 ore dalla ricezione della medesima e-mail.
È opportuno precisare che l’indirizzo di posta elettronica gdf.gov.it@minister.com non è ASSOLUTAMENTE un indirizzo istituzionale della Guardia di finanza.
Si tratta di una vera e propria truffa perpetrata attraverso il cosiddetto fenomeno “email spoofing” che consente l’invio di e-mail con l’indirizzo del mittente falsificato. La Guardia di Finanza è assolutamente estranea all’invio di queste e-mail e comunica con i cittadini esclusivamente con posta elettronica certificata.
Consigli utili:
– in caso di ricezione del messaggio procedere a cancellarlo immediatamente senza inviare quanto richiesto;
– qualora sia stata inviata la documentazione richiesta, segnalare l’accaduto al più vicino Reparto della Guardia di Finanza o al numero di pubblica utilità “117”.

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Imposta di bollo sulle fatture elettroniche: chi e quando deve pagarla

Entro il 30 Aprile 2016 e così il 30 Aprile di ogni anno deve essere assolta l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche quando questa è dovuta.
L’imposta di bollo sulla fattura elettronica nella misura di 2 euro così come per la fattura cartacea, è dovuta quando l’importo dell’operazione è superiore a 77,47 euro e riguarda operazioni che non comportano addebito di Iva (esempio: operazioni fuori campo, escluse art.15 DPR 633/72..).
Per eseguire il versamento deve essere utilizzato il modello F24, parola, è stato istituito il codice tributo: • “2501”, denominato “Imposta di bollo su libri, registri ed altri documenti rilevanti ai fini tributari.
I nostri uffici restano a disposizione per chiarimenti.

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Attenzione alle PEC. Vanno controllate spesso. Potrebbero esserci cartelle e comunicazioni amministrative

mailATTENZIONE: l’amministrazione finanziaria comunica sempre di più attraverso i canali telematici ed utilizza sempre meno la posta ordinaria, per cui si rende necessario che ogni azienda verifichi costantemente il proprio indirizzo di posta elettronica certificata perché potrebbe contenere importanti comunicazioni con termini e scadenze da rispettare. I nostri uffici sono a disposizione per qualsiasi chiarimento.

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