Descrizione

L’Unione nazionale CNA Benessere e Sanità, nasce dalla storica esperienza delle associazioni di mestiere e costituisce una vera e propria evoluzione della CNA in termini di rappresentanza settoriale oggi difficile da circoscrivere nell’ambito di una singola categoria economica o professionale.

Le nuove esigenze che la collettività esprime in termini di qualità della vita, pongono la necessità di proporre soluzioni più complesse e articolate che riguardano, per le nostre competenze non solo il pianeta benessere anche la sfera sanitaria non medica.

L’espressione “cura del se” infatti, si traduce in una molteplicità di servizi, trattamenti e prestazioni che spaziano in ambiti diversificati ma riconducibili tutti alla giusta e diffusa aspirazione al benessere, alla salute, alla serenità che deriva da una vita armonica perché sana.

In una società sempre più attenta e sensibile alla qualità della vita, chi rappresenta categorie economiche, imprenditori che di questo si occupano, deve porsi il problema di predisporre strutture e strumenti al passo con le esigenze delle aziende, degli operatori degli utenti. Deve garantire alle categorie rappresentate, tutela, promozione, ricoscimento, valorizzazione.

CNA Benessere e Sanità, vuole appunto coniugare la specificità delle singole componenti di questo mondo e una necessaria visione d’insieme che consente di individuare soluzioni strategiche negli ambiti del benessere ma anche in quelli sanitari non medici.

CNA Benessere e Sanità costituisce pertanto una vera e propria “intuizione” in termini di costruzione di una moderna struttura associativa creata in una più complessiva logica di sistema che fa della nostra Confederazione, l’organizzazione di rappresentanza leader in campo nazionale.

Presso la CNA Territoriale di Livorno sono rappresentati i seguenti MESTIERI con i rispettivi PRESIDENTI

  • ACCONCIATORI – Luca Pellegrini
  • ESTETICA – Melissa Pirollo
  • TATUATORI – Sania Farneti
  • ODONTOTECNICI SNO – Silvio Frassi
Ultime news

50mila firme consegnate alla Gelmini per far riaprire il benessere in rossa

Autorizzare le imprese di acconciatura ed estetica ad aprire nelle zone rosse, massima determinazione nella lotta all’abusivismo dilagante, aumentare le risorse per i contributi a fondo perduto e rivedere i criteri di assegnazione per evitare discriminazioni. Sono le richieste presentate al ministro per gli Affari Regionali e Autonomie, Mariastella Gelmini, da una delegazione delle imprese del settore aderenti a CNA e alle altre organizzazioni dell’artigianato, insieme alla simbolica consegna delle 50mila firme raccolte con una petizione promossa per sollecitare l’intervento del Governo a favore di un comparto che conta oltre 150mila imprese e più di 300mila addetti.

Le imprese del settore hanno sempre assicurato la rigorosa osservanza dei protocolli igienico-sanitari e non è un caso che saloni di acconciatura e centri estetici non abbiano rappresentato fonte di contagio. L’organizzazione e le modalità di svolgimento dei servizi di acconciatura ed estetica, inoltre, in virtù del sistema di prenotazione adottato, non provocano assembramenti.

La chiusura delle attività in zona rossa alimenta la piaga dell’abusivismo generando gravi danni economici alle imprese regolari già stremate dalla crisi e favorendo la diffusione dei contagi in quanto sono ignorati i protocolli e le misure di sicurezza.

Le Confederazioni inoltre chiedono al Governo di modificare i criteri previsti nel Decreto sostegni per l’erogazione dei contributi a fondo perduto. Dall’analisi sulla contabilità delle imprese associate emerge che il 94% delle attività di acconciatura ed estetica ha accusato l’anno scorso una perdita media del fatturato del 25%. Con la soglia del 30% del calo dei ricavi soltanto 28 imprese su 100 potranno accedere al contributo, una evidente discriminazione nei confronti di migliaia di imprese. Ampliare la platea dei beneficiari e incrementare la dotazione di risorse per gli indennizzi rappresentano l’unica risposta allo stato di incertezza e di malessere delle imprese e per scongiurare la condanna a morte di molte attività.

Per la CNA erano presenti all’incontro il presidente di CNA Benessere e Sanità, Antonio Stocchi; la portavoce di CNA Estetica, Perlita Vallasciani, e la coordinatrice di CNA Benessere e Sanità, Laura Cipollone.

Acconciatori ed Estetiste CNA ricevuti da Giani e Marras

Una delegazione di CNA Benessere e Sanità guidata dal presidente CNA Toscana Luca Tonini e dai Presidenti Regionali del settore Francesco Amerighi, Massimiliano Peri e Daniela Vallarano ha consegnato oggi al Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e all’Assessore Regionale

Leonardo Marras una lettera con le richieste urgenti per le attività dei servizi alla persona: RIAPRIRE le attività del benessere anche in zona rossa, FERMARE l’abusivismo ed il lavoro irregolare a domicilio e SOSTENERE la categoria con ristori adeguati. Il presidente ha condiviso le nostre richieste e si impegnerà nei confronti del Governo.
Presenti in rappresentanza di tutte le province toscane Alessandro Lapucci, Antonella Orsini, Antonella Batacchi, Luca Bichi.
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Firma la petizione per riaprire parrucchieri, estetiste e tatuatori

In vista del Dpcm di prossima emanazione CNA, Confartigianato e Casartigiani si mobilitano a sostegno del settore Benessere promuovendo una petizione affinché la riapertura delle imprese in zona rossa possa arrestare il dilagare dell’abusivismo.

La chiusura delle attività legali, infatti, sta incentivando il lavoro a domicilio da parte di soggetti che si improvvisano parrucchieri ed estetisti, ma non ne posseggono i requisiti professionali e non rispettano le norme di sicurezza per poter svolgere l’attività né tantomeno i protocolli anti Covid adottati dal Governo, contribuendo in tal modo alla diffusione del virus.

Il settore, a tutela di clienti e dipendenti, si è dotato di tutte le garanzie necessarie a riaprire saloni di acconciatura e centri estetici nella massima sicurezza, rispettoso delle più rigorose norme e procedure igienico-sanitarie.

Non è un caso che saloni di acconciatura e centri estetici, in questi mesi, non abbiano rappresentato fonte di contagio proprio in virtù delle modalità organizzative che hanno adottato lavorando su appuntamento e non generando assembramenti.

Sarebbe a questo punto ingiustificato che il Governo confermasse il divieto di apertura di tali attività nelle zone rosse e altrettanto incomprensibile sarebbe reiterare la discriminazione che nei decreti dello scorso autunno aveva portato alla chiusura dei soli centri estetici.

Inoltre, a causa delle difficoltà economiche in cui versano le imprese, procrastinare la chiusura delle attività rappresenterebbe una condanna a morte per molte imprese del settore. Le imprese non riusciranno a resistere ancora per molto.

CNA, Confartigianato e Casartigiani chiedono, pertanto, al Governo segnali immediati di attenzione permettendo ai saloni di acconciatura e ai centri estetiste di riprendere la propria attività anche in zona rossa.

È possibile firmare la petizione a questo link.