CQC: al via le domande di contributo con CNA

CNA: in arrivo un contributo per il recupero delle spese di rinnovo della Carta di Qualificazione del Conducente

Grazie al lavoro portato avanti da CNA e dalle altre sigle sindacali di rappresentanza di aziende e lavoratori, l’Organismo Bilaterale Toscano dell’Autotrasporto (OR.BI.TA) mette sul piatto 50.000 euro con l’obiettivo di rimborsare agli autotrasportatori le spese sostenute per il rinnovo della Carta di Qualificazione del Conducente (CQC).

A tal proposito è stato pubblicato un bando con validità retroattiva a partire dal 1° luglio 2019 e fino al completo esaurimento delle risorse.

I soggetti beneficiari del contributo sono le aziende ed i dipendenti delle aziende che applicano l’Accordo Regionale Autotrasporto merci previsto dal contratto nazionale del trasporto merci e logistica rinnovato nel 2017, in regola con il sistema della bilateralità artigiana. Questi dovranno presentare ad OR.BI.T.A. l’apposita modulistica a mezzo di posta elettronica certificata.

L’aiuto sarà concesso nella forma di contributo fino ad un massimo di 200 euro per ciascun beneficiario, e sarà erogato sulla base di una graduatoria cronologica di presentazione delle domande.

Per informazioni segreteria@cnalivorno.it

Porto: il grido d’allarme degli autotrasportatori livornesi

Il grido d’allarme del mondo del trasporto operante nel porto di Livorno

 

Riunitesi su istanza di Massimo Angioli, rappresentante in seno alla Commissione Consultiva dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale nominato dall’Albo Centrale dell’Autotrasporto (ed espressione di Cna Fita), alcune tra le maggiori imprese del settore trasporti operanti nel porto di Livorno pongono all’attenzione della Commissione stessa e del Tavolo per la Crisi Portuale del Comune di Livorno, la difficile situazione che stanno affrontando a causa del calo dei traffici dovuto all’emergenza Covid 19.

Come noto le due grandi direttrici di traffico per lo scalo labronico sono rappresentate dall’import dall’Estremo Oriente e dall’export verso gli Stati Uniti, mercati che hanno subito un drastico calo nei volumi. Ciò ha costretto tutte le imprese a ricorrere ove possibile (impiegati) allo smart working ed agli ammortizzatori sociali per lo più con sistemi di turnazione del personale operativo, ma l’esaurimento di tale misura incombe drammaticamente sul futuro dell’occupazione.

L’emergenza Covid 19 ha infatti acuito una situazione di calo già presente, aggravandola con l’introduzione delle necessarie quanto impattanti misure di prevenzione del contagio all’ingresso della cinta portuale e durante le operazioni di lavoro.

Il trasporto e la logistica nel suo complesso, sono l’anello primario ed essenziale delle dinamiche portuali: sono loro a muovere la merce in entrata ed uscita dal porto.

Il rapporto fra gli addetti diretti operanti all’interno del porto e quelli dell’indotto della logistica è, approssimando per difetto, di 1 a 5: si stimano infatti circa 3.000 lavoratori  dell’indotto impegnati nella movimentazione delle merci a tutti i livelli del processo di spedizione. Questo fa sì che la crisi all’esterno del porto si amplifichi ancora di più, senza che purtroppo al momento nessuno abbia avuto coraggio di affermarlo e sia intervenuto in modo specifico su un settore che, al contrario, viene addirittura spesso escluso dall’accesso a finanziamenti e contributi.

Per questo, ritrovando unitarietà, pur nell’appartenenza ad associazioni di rappresentanza diverse, le aziende riunitesi chiedono di non essere più emarginate nelle scelte presenti e future riguardanti la portualità.

Lo scalo labronico deve ritrovare competitività ed attrattività investendo sulle strutture e sui servizi, intervenendo sui punti di debolezza del processo produttivo.

Le aziende del settore trasporto chiedono al mondo portuale ed alle Istituzioni uno sforzo unitario affinchè si acceleri il più possibile in quei progetti strutturali in grado di portare nuovi traffici come la realizzazione del “micro tunnel” e della “Darsena Europa”: lo spostamento altrove dei traffici è il pericolo più grande del nostro porto.

Servono interventi sulla viabilità di accesso ai varchi, servono snellimenti nelle procedure doganali e nelle pratiche dovute al Covid 19, serve maggiore tutela per le aziende dell’indotto e soluzioni che traguardino la durata della cassa integrazione.

Non è da dimenticare inoltre la gravissima situazione in cui versano le aziende del trasporto persone la cui attività è legata essenzialmente al crocierismo, con previsioni di ripresa del lavoro solo ad aprile del 2021. Tali aziende hanno avuto un crollo dei fatturati del 90% circa.

Confidando che questo grido d’allarme lanciato dal mondo del trasporto operante a Livorno non resti inascoltato, le imprese chiedono che la Commissione dell’Adsp ed il Tavolo del Comune affrontino le tematiche esposte e diano al settore il peso che merita nelle scelte.

 

Aziende firmatarie: Santucci Gruppo S, Autamarocchi, Gruppo Spinelli, Container Fidenza Consorzio, Compagnia Trasporti Integrati, Legacooperative

Coronavirus

CORONAVIRUS: le novità per l’AUTOTRASPORTO

Pubblichiamo una sintesi delle novità che riguardano il settore dell’Autotrasporto nell’ambito dell’emergenza COVID19, introdotte con il decreto Cura Italia.

CURA ITALIA – NORME DI INTERESSE DEL TRASPORTO MERCI E PERSONE – NOTA ILLUSTRATIVA – 20 3 2020

Coronavirus

CORONAVIRUS: rinvio adempimenti “cisternette”

“Cisternette” – Obbligo denuncia rinviata al 30 giugno 2020

Con nota prot. 94214 del 18 marzo 2020, il Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha fornito alcuni importanti chiarimenti in merito all’imminente scadenza del 1° aprile 2020 prevista dall’art. 5 della Legge 157/2019, relativa ai nuovi obblighi per coloro che utilizzano i cosiddetti impianti e depositi ad uso privato, siano essi fissi o mobili. La nota, in allegato alla presente, chiarisce che il suddetto obbligo rientra nel campo di applicazione dell’art. 62, comma 1 del DL 17 marzo 2020 n. 18 recante “Misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, il quale dispone che gli adempimenti tributari diversi dai versamenti e diversi dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che scadono tra l’8 marzo e il 31 maggio, SONO SOSPESI. Tali adempimenti, ai sensi dell’art.62 comma 6 del suddetto Decreto Legge, potranno essere effettuati ENTRO IL 30 GIUGNO senza applicazione di sanzioni.

Gli adempimenti in oggetto, pertanto, devono intendersi prorogati alla data del 30 giugno 2020. Un risultato ottenuto anche grazie alla richiesta di proroga inoltrata CNA Fita insieme ad altre associazioni di rappresentanza dell’autotrasporto e Assopetroli.

Coronavirus, le indicazioni igienico sanitarie

Pubblichiamo un cartello con l’indicazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulle prescrizioni igienico sanitarie da seguire per la prevenzione della diffusione del contagio da Coronavirus, come di altri virus analoghi.

Raccomandiamo l’esposizione del cartello in tutti i luoghi di lavoro anche non aperti al pubblico.cartello Coronavirus

Autotrasporto sul piede di guerra per le accise

CNA FITA TOSCANA “Autotrasporto sul piede di guerra“

Il taglio del rimborso sulle accise è un inutile accanimento nei confronti di un settore, e non risolve in modo strutturale  il problema ambientale

Mondo dell’autotrasporto in fibrillazione per l’ipotesi che il Governo Nazionale sta avanzando all’interno del decreto ambiente sul taglio dei cosiddetti contributi dannosi che interessano il settore  dell’autotrasporto, di merci e persone.

CNA Fita Toscana, associazione che rappresenta le imprese dell’ autotrasporto, ha elaborato attraverso il proprio centro studi l’impatto che una misura del genere avrebbe sul settore.

Il rimborso sulle accise a favore delle PMI dell’autotrasporto risale ad una legge della fine degli anni 90’ che ha introdotto la cosiddetta carbon tax; gli autotrasportatori da allora ricevono un contributo che lo Stato riconosce al settore al fine di recuperare parte dell’accisa versata per l’acquisto del gasolio destinato all’alimentazione dei mezzi.

Per avere un’idea dell’impatto economico su una impresa, il rimborso annuale oscilla tra una media di € 5000 e  € 8000 a veicolo, in funzione ovviamente dei Km percorsi e dei consumi dei veicoli.

Risorse importantissime a cui il settore in questo momento non può rinunciare onde evitare la perdita di competitività sul mercato.

L’Italia è uno dei paesi con il più alto prezzo del gasolio alla pompa, in un mercato interno dove le imprese devono confrontarsi tutti i giorni con la concorrenza sleale di vettori provenienti soprattutto dall’est Europa. Il taglio del rimborso sulle accise sarebbe un ulteriore elemento di dumping che le nostre imprese non riuscirebbero a sopportare.

Togliere la possibilità di recuperare parte delle accise sul gasolio non determinerebbe poi un minore impatto sull’ambiente: le merci e le persone continuerebbero a viaggiare, ma a costi più alti e a pagarne le conseguenze sarebbero anche i cittadini.

Esiste poi un altro punto di vista sul quale CNA Fita Toscana ritiene utile soffermarsi, affinché vi sia una maggiore consapevolezza rispetto al tema, ovvero l’impatto in termini numerici dei veicoli eventualmente coinvolti.

In Toscana abbiamo un parco veicolare circolante di quasi 2 milioni e 500 mila automezzi (autovetture, veicoli leggeri e veicoli pesanti); l’intervento che il Governo si appresterebbe a fare impatterebbe soltanto su 17.000 veicoli , meno dell’1% di tutto quello che si muove all’interno della nostra regione.

Oggi circolano ancora sulle nostre strade 172.500 veicoli Euro 0, immatricolati da oltre 27 anni, il cui impatto è indiscutibilmente negativo  da un punto di vista ambientale.

L’ambiente è un tema importantissimo che anche le nostre imprese intendono affrontare, ma nella maniera più opportuna, con un approccio diverso e più consapevole: ci stiamo avvicinando a forme alternative di alimentazione dei mezzi pesanti, ma in termini numerici oggi  non stanno determinando  la svolta green di cui avremmo bisogno, stiamo parlando di 247 veicoli pesanti su 34.000 che hanno un’alimentazione diversa dal gasolio.

Serve pertanto un piano di investimenti importante anche nel sistema infrastrutturale dei rifornimenti alternativi che ad oggi risultano essere insufficienti a garantire una stabilità dei nuovi sistemi di alimentazione e incentivi strutturali per la sostituzione/rottamazione dei veicoli più inquinanti per accompagnare anche il sistema delle piccole e medie imprese  dell’autotrasporto al processo di transizione che inevitabilmente dovremmo percorrere.

Cna contro l’abusivismo

campagna contro abusivismo

Cna rilancia la propria campagna contro il lavoro abusivo e irregolare, a tutela delle aziende che fanno i salti mortali per essere in regola, ma anche dei cittadini che più o meno inconsciamente si sottopongono a rischi connessi alla salute ed alla sicurezza e favoriscono il proliferare di reati di carattere tributario, ambientale e sanitario.

L’abusivismo è una pratica ormai dilagante in moltissimi settori; dall’edilizia ai trasporti, dall’estetica all’acconciatura, dagli impianti all’autoriparazione, dall’alimentare alla moda, dalla fotografia al digitale, fino anche ad attività molto complesse come quelle di produzione.

“Quella contro l’abusivismo – afferma il presidente Cna Maurizio Serini – è una battaglia da fare sia a livello culturale che di legalità; per la prima, abbiamo iniziato un percorso in alcune scuole e punteremo ad informare gli utenti dei rischi che corrono a livello di salute, sicurezza e perfino legale, nonché del danno fatto alle aziende regolari; per la parte della legalità chiediamo a chiunque un passo avanti nel segnalarci i presunti abusivi: sarà poi Cna a far propria la segnalazione ed a inviarla all’organismo di vigilanza preposto al tipo di reato ipotizzato, tenendo anonimo il segnalante”.

“A Cna – aggiunge il direttore Dario Talini – non interessa che venga colpito chi, seppur sempre illegalmente, fa qualche piccola ed occasionale prestazione, perché capiamo l’impossibilità di spingersi a questo livello di controllo, ma ci mettiamo a servizio delle forze dell’ordine per riuscire a scovare chi ha fatto dell’irregolarità uno stile di lavoro, chi si è attrezzato per eseguire ogni giorno lavorazioni per le quali le imprese regolari sottostanno a tasse, controlli, norme sulla sicurezza e sugli smaltimenti ambientali, formazione obbligatoria e tante altre norme tanto giuste quanto onerose nel loro rispetto”. “Se prima tutto era sottotraccia – afferma il coordinatore sindacale Alessandro Longobardi – adesso molti abusivi si pubblicizzano addirittura tramite i social o attraverso l’affissione di volantini con tanto di numero di telefono e prezzi delle prestazioni. La concorrenza sleale è veramente forte e le imprese non ne possono più perché i tempi sono difficili per tutti”.

Su questa problematica, il prefetto di Livorno Gianfranco Tomao ha ricevuto una delegazione della Cna territoriale di Livorno nell’ambito della riunione del coordinamento delle forze di polizia. Nell’incontro è stata evidenziata l’attività già espressa dalle forze dell’ordine sul territorio, con particolare riguardo all’azione svolta dalla Guardia di Finanza, sia a livello preventivo che repressivo, ma anche l’intenzione di intensificare ulteriormente le attività di controllo, in particolare attraverso precise segnalazioni.

 

Il prefetto Tomao ha assicurato la disponibilità a fare tutto quanto necessario e possibile per la repressione del fenomeno, ed ha invitato Cna nel procedere con tale attività di sensibilizzazione e di segnalazione.

Bando guida sicura per autisti TIR

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Aperto il bando, presenta la tua domanda di partecipazione

La CNA-Fita Autotrasporto informa che è partito lunedì 8 luglio, il bando di selezione per la campagna di formazione sulla guida sicura ed eco-sostenibile per le imprese iscritte all’Albo Nazionale degli Autotrasportatori.

La campagna ‘Guidiamo Sicuro’, lanciata dal Comitato Centrale in collaborazione con RAM Logistica Infrastrutture e Trasporti, ha lo scopo di far apprendere ai conducenti delle imprese di autotrasporto i comportamenti di guida fondamentali per assicurare la sicurezza della circolazione stradale, per prevenire le situazioni di pericolo nonché per adottare uno stile di guida eco sostenibile che consenta di risparmiare carburante e limitare  l’usura del veicolo.

La partecipazione al bando è consentita solo alle imprese che, alla data di pubblicazione dello stesso, risultino regolarmente iscritte all’Albo.

La domanda di partecipazione può essere presentata dalle ore 12.00 dell’8 luglio alle ore 12.00 del 2 settembre 2019 .

Saranno 4.260 i conducenti, su tutto il territorio nazionale, che potranno essere avviati ai corsi di formazione.

Sono previste prove teoriche (mediante l’utilizzo  di una piattaforma modulare di e-learning) e pratiche sia con l’ausilio di un simulatore di guida di livello tecnologico avanzato che su strada.

Per avere tutte le informazioni utili e scaricare la modulistica clicca qui 

Corso gratuito meccanico auto e camion

Vuoi diventare un meccanico specializzato per camion e auto?
Ci sono ditte che cercano manodopera formata e non la trovano.
Per questo CNA Servizi ha programmato un corso gratuito di formazione a Livorno insieme all’Istituto Orlando denominato “Car&Truck” di 900 ore per disoccupati ed inoccupati maggiorenni che intendano acquisire capacità e competenze professionali nella manutenzione e riparazione meccanica di auto e camion.
Il corso è stato progettato e finanziato dalla Regione Toscana visto anche il fabbisogno di queste figure professionali manifestato dalle imprese del settore della provincia di Livorno.
E’ una figura professionale destinata ad operare in qualità di lavoratore dipendente in aziende e officine di riparazione o di elettrauto o per creare un lavoro autonomo ed aprire un’officina.
Per informazioni sulle modalità di partecipazione contattare Angela Bertolotto – tel 0586-267553 mail cnaservizi.formazione@cnalivorno.it dal lunedì al venerdì h 9-13/15-18
Scadenza per presentare la candidature: ore 13 del 26 luglio 2019.

Cna Fita critica con le modifiche al codice della strada

E’ negativo il giudizio di CNA Fita sulle proposte di modifica al Codice della strada previste per i mezzi pesanti. Ciò che emerge e lascia perplessi è l’assenza di una visione d’insieme, che possa fare da bussola a modifiche equilibrate, in grado di coniugare innovazione e sicurezza, riforma organica del mercato e situazioni consolidate, oltre a liberalizzazioni e legalità.

Trasporti eccezionali. E complicati

Nel caso dei mezzi pesanti che effettuano trasporti eccezionali, è stata prevista una riduzione di peso da 108 a 86 tonnellate. Una modifica che si basa forse su una lettura distorta della realtà. I veicoli industriali con una capacità di carico a 108 tonnellate, infatti, sono ritenuti a torto gli unici responsabili dell’usura dei ponti. Tuttavia, i dati dimostrano che sono diversi i fattori alla base dei loro crolli, a partire da una scarsa manutenzione. Parliamo del problema della sicurezza.

Un Catasto (purtroppo) archiviato

Il legislatore, in primo luogo, avrebbe dovuto interessarsi della realizzazione di quel Catasto delle strade, previsto fin dal 1992, che consentirebbe la verifica puntuale dello stato delle infrastrutture viarie, in modo da garantire la circolazione in sicurezza. La digitalizzazione e la messa in rete del catasto stradale permetterebbero, infatti, l’individuazione immediata di percorsi alternativi, con l’indicazione della loro effettiva tolleranza di peso e di tutte le altre informazioni utili alla circolazione dei mezzi. Tutti, pesanti e leggeri. Non solo quelli pesanti. Secondo CNA Fita, doveva essere questa la prima modifica da introdurre al Codice della strada, perché la riduzione di peso non risolve affatto il problema di dove questi mezzi possano circolare in sicurezza.

Un investimento a perdere

Sono rimaste sullo sfondo le esigenze industriali del Paese, di cui è mancata una visione complessiva. La produzione industriale italiana, infatti, si contraddistingue per le eccellenze che ci vengono riconosciute in tutto il mondo. Eccellenze che hanno dimensioni e pesi importanti. Ma questi grossi carichi, qualcuno dovrà pur trasportarli. Con tale misura, per i trasporti eccezionali si configura un serio rischio di paralisi.

Esiste, poi, la questione dell’improvvisa e sostanziale riduzione del peso senza una contestuale norma transitoria che consenta di ammortizzare il costo dei mezzi, che prevedono specifiche caratteristiche costruttive a seconda della capacità di carico.

Che cosa fare dei mezzi già immatricolati, che difficilmente saranno riutilizzabili e sui quali, comunque, è stato fatto un investimento? Il legislatore non ha pensato che questo passaggio da 108 a 86 tonnellate, senza una norma che faccia da cerniera tra quanto consentito in passato e ciò che sarà permesso in futuro, possa comportare enormi difficoltà alle imprese del comparto, contribuendo in certi casi alla loro uscita dal mercato.

Privilegiati i trattori con rimorchio

Riguardo al settore agricolo, invece, emerge un orientamento del tutto opposto: si vanno ad aumentare dimensione e massa delle macchine agricole e dei loro rimorchi, in alcuni casi raddoppiandole e portandole fino a 44 tonnellate, come un complesso veicolare che opera nell’autotrasporto. In questo caso, si accentua un problema di sicurezza. Per i trattori agricoli, infatti, andrebbe rispettato l’articolo 111 del vigente Codice della strada (e successive norme di attuazione) che stabiliva fin dal primo luglio 2016 la revisione delle macchine agricole più obsolete al fine di accertarne lo stato di efficienza e di sicurezza. Una condizione da troppo tempo disattesa. Secondo CNA Fita, quindi, introdurre queste modifiche estensive, senza garantire un’attuazione effettiva della normativa sulla revisione dei veicoli, significa aumentare l’insicurezza e i già tanti infortuni legati all’uso dei mezzi agricoli.

Autotrasportatori abusivi

Di questi veicoli industriali, inoltre, spesso si fa un uso distorto, originando  in molti casi un esercizio abusivo dell’attività di trasporto merci conto terzi, che va a creare una situazione di concorrenza sleale. A questo riguardo, sono tante le segnalazioni inviate al ministero dell’Interno e alle Prefetture, che però finora  non hanno sortito effetti. Anzi, in risposta, come si è spiegato in precedenza, è arrivato l’ampliamento delle potenzialità di utilizzo delle macchine agricole.  Una scelta che si manifesta ulteriormente con l’introduzione della possibilità, per chiunque, anche se non riconducibile all’attività agricola o all’esercizio del commercio, di immatricolare liberamente trattori e rimorchi agricoli non superiori alle sei tonnellate. Per CNA Fita, una liberalizzazione di tale portata, senza l’obbligo di aprire una partita Iva, il possesso di patenti superiori e altre precondizioni, potrebbe involontariamente trasformarsi in un favore a chi vuole operare abusivamente nel totale anonimato.

Con la Legge di bilancio 2019, sono state accolte le richieste della CNA di estendere le concessioni delle revisioni alle officine  private autorizzate anche per i mezzi pesanti con peso complessivo superiore a 3,5 tonnellate. Tuttavia, la legge ha incluso solo i veicoli a motore, lasciando fuori i rimorchi-semirimorchi. La proposta di modifica al relativo articolo 80, comma 8 del Codice della strada, invece di integrare quanto già previsto da tale comma (ovvero i veicoli a motore) con l’aggiunta semplicemente di “e loro rimorchi” fa, incomprensibilmente, macchina indietro e ri-elimina la concessione delle revisioni alle officine private per i mezzi pesanti con peso complessivo superiore a 3,5 tonnellate.

Taxi e Ncc

Il problema dell’abusivismo è grave anche nel settore Taxi e Ncc. Secondo CNA Fita, vanno introdotte misure di contrasto all’utilizzo, senza autorizzazione né licenza, degli autoveicoli per chiunque li adoperi ricevendo un corrispettivo o altri utili da soggetti terzi così come previsto dalla legislazione sul servizio pubblico non di linea. Nel contempo, occorre intervenire secondo principi di proporzionalità sull’impianto sanzionatorio relativo a tutti gli operatori del trasporto pubblico non di linea.