Costi gasolio e Adblue fuori controllo: dovremo aumentare tariffe

E la carenza dell’additivo antinquinamento rischia di bloccare la logistica

“A novembre 2020 (fonte Ministero della Transizione Ecologica*) il costo medio del gasolio – spiega Alessandro Longobardi coordinatore di CNA FITA Livorno – era di 1,254 euro al litro mentre al 1 novembre 2021 era già salito a 1,613 vale a dire +28,6%. Non solo, in due settimane il costo dell’Adblue è raddoppiato da 0,25 a 0,50 il litro ed è addirittura quasi introvabile sul mercato, fattore che rischia di fermare i veicoli euro 5 ed euro 6, che impiegano questo additivo per rendere meno inquinanti le emissioni e senza il quale la centralina non permette il funzionamento del motore. Inoltre questi costi diretti cui va aggiunto il costante rincaro dei pedaggi autostradali, sommati a quelli indiretti della logistica (tempi di guida persi al carico e scarico, code ecc.), costringeranno le imprese dell’autotrasporto ad aumentare le tariffe”.

Adblue è il nome commerciale di una soluzione in acqua demineralizzata di urea tecnica, un composto derivato dall’ammoniaca. Nei veicoli di nuova generazione serve ad abbattere le emissioni di ossidi di azoto, l’inquinante del diesel. Il problema nasce adesso perché nell’ultimo mese l’unico produttore italiano dell’additivo, un’azienda di Ravenna, ha deciso che il prodotto non era più commercializzabile a causa dell’aumento del prezzo del gas metano, combustibile indispensabile per sintetizzare gli elementi di cui è composto l’AdBlue. Anche altri produttori europei son stati costretti ad aumentarne il prezzo e ad abbassare la produzione, con la conseguente carenza del prodotto sul mercato.

“Ennesima tegola – commenta Michele Santoni, presidente di FITA CNA Toscana – che si abbatte su un settore sempre più in difficoltà, proprio adesso che stavamo andando incontro ad una lieve ripresa del mercato. Senza un intervento immediato, presto non saremo più in grado di rifornire supermercati e negozi di vendita di ogni bene, tra cui i generi alimentari principali. La mancanza di AdBlue è un problema non da poco, visto che nelle ultime settimane la rete di distribuzione sembra essere totalmente sprovvista. In Italia abbiamo circa 1 milione e mezzo di mezzi pesanti che non potranno circolare senza l’additivo, quindi rischiamo un blocco forzato della categoria”.

“L’elevato costo del gasolio, aumentato a dismisura negli ultimi mesi, i problemi infrastrutturali e la storica difficoltà delle imprese a vedersi riconosciuto il giusto compenso per le prestazioni di servizi – sottolinea Massimo Angioli, Presidente di FITA CNA Livorno – sono solo alcuni dei problemi con cui la categoria deve scontrarsi ogni giorno e, sommati alla strutturale carenza di autisti, rende impossibile qualsiasi prospettiva di sviluppo del settore. Il problema con l’AdBlue ci mette davvero in ginocchio. Per questo CNA chiede che il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile e il Ministero della transizione Ecologica adottino misure in tempi rapidissimi che possano permettere ai produttori di tornare a commercializzare l’AdBlue, sia dal punto di vista economico che da quello della distribuzione”.

* https://dgsaie.mise.gov.it/prezzi-mensili-carburanti

CNA revoca lo sciopero del 18-19-20 ottobre nel porto di Livorno

CNA FITA ha deciso di revocare lo sciopero che era stato indetto i giorni 18-19-20 ottobre nel settore trasporto contenitori del porto di Livorno, contro le lunghe attese nei terminal per il carico e scarico e per una maggiore sicurezza degli autotrasportatori, in virtù della convocazione ottenuta dall’Adsp, già da lunedì 18, di una commissione tecnica per analizzare nel dettaglio le richieste di CNA FITA e monitorare i reali tempi che gravano sulle imprese di autotrasporto.

Questa la nota che ha diffuso l’Autorità di Sistema Portuale.

“Ha avuto esito positivo il confronto con gli autotrasportatori e i terminalisti che il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Luciano Guerrieri, ha avviato nei giorni scorsi e che è culminato nella riunione tenutasi oggi pomeriggio a Palazzo Rosciano, sede della Port Authority.
Alla presenza dei terminal operator coinvolti (TDT e Lorenzini), degli esponenti della Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa (CNA) e dell’Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici (ANITA), sono stati affrontati i problemi che nei giorni scorsi avevano portato gli autotrasportatori ad annunciare una tre giorni di sciopero nel porto di Livorno, dal 18 al 20 ottobre.

In cima alle criticità sollevate i disagi lamentati su varie problematiche, tra cui i disservizi logistici ai terminal container.
“Abbiamo deciso di costituire un tavolo tecnico per affrontare gia da lunedì prossimo le varie criticità”, ha dichiarato Guerrieri.
Il tavolo, coordinato dal segretario generale dell’AdSP, Matteo Paroli, con il supporto dei dirigenti sicurezza, Cinthia De Luca, e demanio, Fabrizio Marilli, sarà partecipato da autotrasportatori e terminalisti.

“Ringrazio tutti per il buon senso e la disponibilità dimostrata – ha concluso Guerrieri – ritengo che l’atteggiamento dialogante assunto dalle parti sia sicuramente proficuo per un confronto di merito che sarà cura della Commissione istituita portare a compimento”.

CNA FITA ringrazia il presidente Guerrieri per aver ascoltato le ragioni del mondo dell’autotrasporto e per questo primo passo importante verso una soluzione di alcuni fra i problemi più gravi che lo affliggono, confidando in risultati in tempi rapidi.

Fermo di 3 giorni per i TIR in porto: basta con i disservizi nei terminal

“Adesso vediamo se siamo o no fondamentali per il porto di Livorno ed i suoi terminal contenitori interni ed esterni, i magazzini, gli armatori, gli spedizionieri, i lavoratori ed anche l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale: ci fermiamo per il momento per tre giorni il 18, 19 e 20 ottobre e vediamo se il mondo portuale può continuare a snobbare le nostre richieste di lavorare in condizioni almeno accettabili”. E’ quanto afferma Massimo Angioli, presidente CNA FITA Livorno, l’associazione di categoria che ha riunito tutte le più importanti aziende del trasporto contenitori operanti sullo scalo labronico.

“Da maggio – spiega Angioli – abbiamo comunicato alle istituzioni ed agli operatori portuali che la categoria era in stato di agitazione per le condizioni di lavoro in cui deve operare, con code e disservizi logistici ai terminal contenitori, orari assurdi ai terminal esterni, aree di sosta e ristoro per gli autisti inesistenti o inadeguate. Dopo 9-10 ore di viaggio, gli autisti vengono trattati nei terminal come lavoratori di serie B, dovendo sopportare inefficienze logistiche che non si riscontrano nei porti vicini. A La Spezia gli autisti non devono nemmeno scendere dal mezzo, tutti i documenti sono telematizzati e i problemi li risolvono gli operatori portuali: ci sono più autotreni in meno spazio ma le attese sono minori. Qui si attendono o si perdono in burocrazia ore e nessuno rimborsa agli autotrasportatori i costi. Abbiamo chiesto a maggio tavoli di confronto su cui portare i problemi concreti della logistica portuale e trovare immediatamente le soluzioni possibili, programmando invece quelle a medio-lungo termine”.

“A luglio dopo insistenza – aggiunge il coordinatore di CNA FITA Alessandro Longobardi – abbiamo avuto i primi incontri cui sarebbero dovuti seguirne altri più operativi in Autorità Portuale. Ad agosto, in piena peak season, esasperati dalle code e dai disservizi, non avendo ottenuto praticamente nulla, abbiamo fatto il primo blocco nel ritiro dei vuoti dal terminal Lorenzini. La “scossa”, avvertita ben oltre Livorno, ha prodotto qualche miglioramento e con spirito di responsabilità e collaborazione siamo tornati al lavoro, confidando nel mantenimento delle promesse avute. Passato però il picco di lavoro, come si temeva, tutto o quasi è tornato alla inefficiente normalità. L’incontro urgente chiesto all’Adsp a luglio con Dogana e Guardia di Finanza per accelerare le operazioni ai varchi, programmato finalmente al 30 settembre, è stato rimandato due giorni prima addirittura a data da destinarsi. La categoria è delusa perché la via del dialogo non ha avuto risultati e nell’assemblea di venerdì scorso ha deciso per una protesta plateale di almeno tre giorni. Fermarsi è un grosso sacrificio anche per le nostre ditte, ma già adesso, ogni giorno, gli autotrasportatori rimettono molti soldi per colpa degli operatori portuali: le tariffe non coprono nemmeno i costi previsti, figuriamoci i tempi di attesa che sottraggono ore di guida e possibilità di acquisire nuovi lavori”.

“Saremo ai varchi per tre giorni con i TIR – conclude Angioli – per spiegare a tutti le ragioni della protesta ed invitare anche gli altri autotrasportatori ad unirsi. Ci aspettiamo che l’Adsp assuma veramente la regia di questa situazione perché la Darsena Europa arriverà, dicono e speriamo, nel 2026, ma le imprese a quella data devono arrivarci vive”.

Vertenza CNA code ai gate portuali: primo incontro con l’Authority

Il presidente dell’AdSP, Luciano Guerrieri, ha aperto un tavolo per affrontare, e risolvere quanto prima, le criticità riscontrate nei giorni scorsi da Cna Trasporti in merito alle lunghe code davanti ai varchi portuali di Livorno.

I vertici della Port Authority (presenti anche i dirigenti Demanio e Sicurezza dell’Ente) hanno ricevuto una delegazione di CNA composta dal direttore Dario Talini, da Massimo Angioli e Alessandro Longobardi per CNA Trasporti ed è stato fatto il punto della situazione sui problemi che stanno ultimamente compromettendo l’operatività dei terminal portuali, danneggiando pesantemente le imprese di autotrasporto.

Nel corso della riunione sono state esaminate le soluzioni percorribili sull’efficientamento dei tempi di sosta in porto e in generale sull’efficientamento della gestione degli spazi in banchina. «Ci faremo parte attiva affinché siano risolte le questioni operative e logistiche che ostacolano il lavoro degli autotrasportatori» ha dichiarato Guerrieri, che ha chiesto un’azione sinergica e coordinata di Istituzioni e cluster marittimo.

Tra i problemi segnalati sia quelli relativi all’orario di chiusura dei terminal esterni per la riconsegna dei container vuoti che quelli riguardanti lo scarico dei container pieni quando il terminalista non è in grado di riceverli: «Sono tutti temi su cui sarà necessaria un’azione di coordinamento che coinvolga anche terminalisti, spedizionieri e agenzie marittime” ha sottolineato Guerrieri. «Lavoreremo con l’obiettivo di garantire un efficientamento delle attività logistiche, anche valutando la possibilità di introdurre nuove tecnologie che migliorino la programmazione della consegna della merce. Dovremo inoltre impegnarci per trovare nuove aree di sosta attrezzate in porto per gli autotrasportatori, comprensive di servizi igienici».

«Prendiamo atto positivamente degli impegni presi dal presidente Guerrieri – ha commentato Dario Talini di CNA – per affrontare da subito la situazione. La tensione nella categoria è molto forte. I problemi sono tanti e diffusi fra i vari terminal, ma siamo convinti che già a breve termine possano essere introdotti miglioramenti, lavorando al contempo su soluzioni strutturali ed operative a medio termine. E’ una questione di sopravvivenza e di rispetto delle imprese di autotrasporto che sono un anello indispensabile per la logistica portuale».

Il prossimo 13 luglio, l’AdSP convocherà al tavolo i terminal portuali e quelli esterni, insieme agli altri soggetti coinvolti, per affrontare la questione degli orari di operatività e definire con CNA più in dettaglio le possibili soluzioni. Nel frattempo condurrà approfondimenti sulle aree, compreso l’Interporto.

Intanto l’Associazione coinvolgerà nei prossimi giorni anche le altre Istituzioni, a partire dal Comune.

Basta code ai terminal: CNA proclama lo stato d’agitazione dell’autotrasporto

Troppi costi ricadono sulle imprese, ma la vera forza delle merci siamo noi

Proclamato lo stato di agitazione, non ci sono lavoratori di serie A e di serie B

 

Le imprese di autotrasporto operanti nel settore contenitori dicono basta a tutti quei costi che l’organizzazione del lavoro nei terminal del porto di Livorno scarica continuamente su di loro e dichiarano  lo stato di agitazione: lo hanno fatto nel corso di una assemblea convocata stamani da CNA cui erano presenti sia le grandi aziende di riferimento delle compagnie che le più consistenti imprese di autotrasporto locale, fino alle aziende con tre o quattro veicoli: ma alle loro spalle c’è anche il mondo dei singoli “padroncini”. “Questi operatori, tutti insieme – afferma Massimo Angioli di CNA Trasporti – non ci stanno più a fare la parte degli ultimi e deboli anelli della catena, perché ne va della loro sopravvivenza economica.

Nel mirino in particolar modo i tempi di attesa ai gate “con code continue e interminabili – aggiunge Angioli – che consumano le ore di guida a disposizione degli autisti con costi che vanno a danno unicamente delle imprese di autotrasporto che perdono così la possibilità di fare più viaggi: anzi, lo stesso viaggio arriva talvolta ad impiegare più di un autista. Oltre al danno economico, ci sono le condizioni di lavoro degli autisti, costretti ad attese al sole nei tir, senza la possibilità nemmeno di parcheggiare per poter scendere e nell’assoluta mancanza di zone di ristoro e di servizi igienici.

Vogliamo più rispetto per la categoria, perché in fatto di addetti sono cambiati i pesi in campo e l’autotrasporto è diventato numericamente più importante rispetto ai dipendenti degli altri comparti dell’ambito portuale. Il dato di fatto è che ancora oggi circa il 90% delle merci in transito dallo scalo labronico viaggia ancora su gomma e questo significa mezzi e persone in azione per far girare a dovere il nostro scalo”.

“Siamo in attesa – aggiunge il direttore di CNA Dario Talini – che l’Autorità di Sistema Portuale ci risponda con una data alla richiesta urgente di incontro che gli abbiamo inviato per parlare di queste problematiche e per sottoporgli richieste e proposte. Coinvolgeremo anche le altre istituzioni fra cui il Comune. Il nodo dei nodi è la gestione delle aree portuali: è giunta l’ora che l’Autorità metta mano alla questione in modo da agevolare il lavoro. Attenzione, non stiamo parlando di problematiche legate alla mancanza di lavoro, ma a questioni organizzative e logistiche che ostacolano il lavoro che c’è e che potrebbe crescere notevolmente. Il Terminal Lorenzini ad esempio in questo momento ha un carico di lavoro che è letteralmente impossibile da gestire negli spazi a sua disposizione senza creare disservizi alle nostre imprese. Oggi se le compagnie non trovano risposte adeguate in termini di servizi in un porto, con un click possono scegliere di spostare i traffici altrove, ed allora sì che sarebbe la fine di tutto il mondo portuale”.

“Oltre ai tempi di attesa ai varchi ed alle condizioni di lavoro degli autisti – afferma Alessandro Longobardi di CNA Trasporti – le aziende lamentano altre questioni. La prima è relativa agli orari dei terminal esterni per la riconsegna dei contenitori vuoti per i quali è insostenibile la chiusura alle 18: occorre che l’Autorità Portuale individui una soluzione che consenta ai camion di poter scaricare e ricaricare i contenitori vuoti oltre tale orario così da poter prendere altri viaggi. C’è poi il problema dello scarico dei contenitori pieni quando il terminal non è in grado di riceverli; anche in questo caso deve essere trovata una soluzione alternativa di scarico che non gravi sugli autotrasportatori.

Altro problema è quello, non solo livornese, della carenza di contenitori vuoti, fattore che costringe le imprese ad andare a caricarli perfino a La Spezia per poi tornare a Livorno, con costi e disagi per le aziende.

C’è la questione della sicurezza delle operazioni di carico e scarico troppo sottovalutata e che coinvolge anche la viabilità esterna ai terminal. Ci sono problematiche di snellimento ed informatizzazione delle procedure documentali. Manca un call center per ogni terminal che dia in tempo reale informazioni agli autotrasportatori sulle continue variazioni logistiche.

Ma manca anche il rispetto in porto da parte dei dipendenti dei terminal che continuamente snobbano le necessità di lavoro degli autisti: e questa è una cosa grave, perché non devono esistere lavoratori di serie A e di serie B. Abbiamo scelto come sempre prima la via del dialogo, ma la tensione nelle aziende e fra gli autisti è molto forte; lo diciamo chiaramente, se continua così senza interventi rapidi e tangibili è a rischio la tenuta della categoria”.

“Confidiamo quindi nel dialogo costruttivo – conclude Angioli – ma se non otterremo niente, siamo pronti ad azioni che dimostreranno la reale consistenza ed importanza a Livorno del settore dell’autotrasporto, in grado di bloccare totalmente l’operatività di tutti i terminal. Anche questi lavoratori hanno diritto di manifestare e di vedere tutelati e rispettati i loro diritti”.

Queste le aziende presenti all’assemblea, che insieme contano a Livorno più di 1.000 mezzi:

Containers Fidenza, Autamarocchi, Cora Trasporti scarl, Autotrasporti Picchi, RAT, Martelli Transport, SAT srls, 2 Emme Trasporti, Monteleone Group, Di Maria Transport, Autotrasporti Podda, Cobra Logistic, Gruppo S, Balint Autotrasporti, Trasporti Ordinari Portuali, GMT, Tanoroute, M&M Logistica e Trasporti, Ghignoli, Trasporti Integrati Cardosi srl, Compagnia Trasporti Integrati srl, Intermodal Trailer Service Livorno, Tour Logistic srl, CRT srl, Double V, Difonzo Daniele.

All’assemblea ha partecipato anche il presidente regionale di CNA Trasporti Michele Santoni che ha assicurato il pieno appoggio alla protesta.

 

Contributi a fondo perduto per turismo e trasporto passeggeri

Sarà possibile presentare domanda per i contributi a fondo perduto fino a 2500€ a partire dalle ore 09.00 del 4 giugno 2021 fino alle ore 17.00 del 18 giugno 2021.

La Regione Toscana prevede la concessione di contributi a fondo perduto per le categorie di soggetti particolarmente danneggiati per la scomparsa del turismo e del business legato ai congressi, convegni e fiere, a seguito dell’epidemia da Covid-19.

L’obiettivo nello specifico è quello di sostenere le agenzie di viaggio ed il sistema di collegamenti (taxi, NCC, noleggio bus, …) che hanno registrato una paralisi pressoché totale della propria attività.

Sono ammissibili le domande presentate da imprese e professionisti operanti nei settori economici individuati dai seguenti codici Ateco Istat 2007 :

  • 79.1 – Attività delle agenzie di viaggio e dei tour operator
  • 49.32 – Trasporto con taxi, noleggio di autovetture con conducente
  • 49.39.09 – Altri trasporti terrestri di passeggeri nca

Sono ammesse inoltre le imprese che esercitino il servizio di piazza per il trasporto di cose di cui all’art.42 L. 298/74 (c.d. taxi merce), appositamente autorizzate dal Comune territorialmente competente.

requisiti fondamentali da soddisfare, pena l’inammissibilità al contributo, sono:
– aver registrato un calo del fatturato e dei corrispettivi almeno del 30% registrato dal 1 gennaio al 31 dicembre 2020, rispetto al fatturato e ai corrispettivi realizzati dal 1 gennaio al 31 dicembre 2019
– risultare in regola con il DURC

Per imprese/professionisti che hanno avviato l’attività* nel corso del 2019, la verifica del suddetto calo si effettua confrontando i mesi di operatività del 2019 con gli stessi del 2020.

Per imprese/professionisti che hanno avviato l’attività* nel corso del 2020, non è richiesto calo del fatturato/corrispettivi ed il contributo a fondo perduto spettante è riproporzionato rispetto agli effettivi mesi di operatività. Queste saranno posizionate di default tutte al primo posto nella graduatoria.

Possono partecipare anche i soggetti che siano risultati assegnatari di un contributo a valere sul precedente avviso di cui al D.D. 15380 del 29/09/2020, ma le domande saranno collocate in graduatoria in posizione posteriore rispetto alle domande dei soggetti che non abbiano ottenuto alcun contributo a valere sul suddetto bando.

L’agevolazione non potrà comunque superare l’entità del calo di fatturato/corrispettivi registrata nel periodo di osservazione.

 

*Per avvio dell’attività si intende la data di emissione della prima fattura o del primo corrispettivo.

CNA ricevuta dal prefetto per i ritardi della Motorizzazione

La questione delle ripercussioni sulla sicurezza stradale dei ritardi nelle revisioni dei mezzi pesanti è stata al centro dell’incontro svoltosi con il prefetto di Livorno Paolo D’Attilio a Livorno su richiesta di CNA. “Avevamo scritto al rappresentante del Governo – afferma il vicepresidente di Cna Carlo Santucci – affinchè interpellasse il ministero dei trasporti per un aumento dell’organico della sede di Livorno della Motorizzazione Civile che ormai da tempo è sottodimensionato, con il risultato di lunghi rinvii nei tempi di revisione di mezzi pesanti, anche destinati al trasporto di merci pericolose. Una sede come quella di Livorno, considerando i traffici portuali attuali ed i futuri incrementi degli stessi con la nuova Darsena, non può lavorare con questi standard, nonostante l’impegno che riconosciamo al personale attualmente operante”.

“Ringraziamo il prefetto – aggiunge il coordinatore di Cna Livorno Alessandro Longobardi – per essersi prontamente mosso sulla questione che era già alla sua attenzione anche per i precedenti incarichi in realtà portuali come Massa, Genova e la stessa Livorno. Speriamo che i contatti da lui già avuti con la direzione di Lucca e con il ministero possano aumentare l’efficienza della sede locale. Ne va prima di tutto della sicurezza stradale e secondariamente delle diseconomie indotte alle imprese di autotrasporto (che devono spesso spostarsi per le revisioni a Massa e Lucca), nonché ai centri revisione privati, alle scuole guida, alle concessionarie ed ai cittadini, viste le molteplici competenze della Motorizzazione”.

CQC: al via le domande di contributo con CNA

CNA: in arrivo un contributo per il recupero delle spese di rinnovo della Carta di Qualificazione del Conducente

Grazie al lavoro portato avanti da CNA e dalle altre sigle sindacali di rappresentanza di aziende e lavoratori, l’Organismo Bilaterale Toscano dell’Autotrasporto (OR.BI.TA) mette sul piatto 50.000 euro con l’obiettivo di rimborsare agli autotrasportatori le spese sostenute per il rinnovo della Carta di Qualificazione del Conducente (CQC).

A tal proposito è stato pubblicato un bando con validità retroattiva a partire dal 1° luglio 2019 e fino al completo esaurimento delle risorse.

I soggetti beneficiari del contributo sono le aziende ed i dipendenti delle aziende che applicano l’Accordo Regionale Autotrasporto merci previsto dal contratto nazionale del trasporto merci e logistica rinnovato nel 2017, in regola con il sistema della bilateralità artigiana. Questi dovranno presentare ad OR.BI.T.A. l’apposita modulistica a mezzo di posta elettronica certificata.

L’aiuto sarà concesso nella forma di contributo fino ad un massimo di 200 euro per ciascun beneficiario, e sarà erogato sulla base di una graduatoria cronologica di presentazione delle domande.

Per informazioni segreteria@cnalivorno.it

Porto: il grido d’allarme degli autotrasportatori livornesi

Il grido d’allarme del mondo del trasporto operante nel porto di Livorno

 

Riunitesi su istanza di Massimo Angioli, rappresentante in seno alla Commissione Consultiva dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale nominato dall’Albo Centrale dell’Autotrasporto (ed espressione di Cna Fita), alcune tra le maggiori imprese del settore trasporti operanti nel porto di Livorno pongono all’attenzione della Commissione stessa e del Tavolo per la Crisi Portuale del Comune di Livorno, la difficile situazione che stanno affrontando a causa del calo dei traffici dovuto all’emergenza Covid 19.

Come noto le due grandi direttrici di traffico per lo scalo labronico sono rappresentate dall’import dall’Estremo Oriente e dall’export verso gli Stati Uniti, mercati che hanno subito un drastico calo nei volumi. Ciò ha costretto tutte le imprese a ricorrere ove possibile (impiegati) allo smart working ed agli ammortizzatori sociali per lo più con sistemi di turnazione del personale operativo, ma l’esaurimento di tale misura incombe drammaticamente sul futuro dell’occupazione.

L’emergenza Covid 19 ha infatti acuito una situazione di calo già presente, aggravandola con l’introduzione delle necessarie quanto impattanti misure di prevenzione del contagio all’ingresso della cinta portuale e durante le operazioni di lavoro.

Il trasporto e la logistica nel suo complesso, sono l’anello primario ed essenziale delle dinamiche portuali: sono loro a muovere la merce in entrata ed uscita dal porto.

Il rapporto fra gli addetti diretti operanti all’interno del porto e quelli dell’indotto della logistica è, approssimando per difetto, di 1 a 5: si stimano infatti circa 3.000 lavoratori  dell’indotto impegnati nella movimentazione delle merci a tutti i livelli del processo di spedizione. Questo fa sì che la crisi all’esterno del porto si amplifichi ancora di più, senza che purtroppo al momento nessuno abbia avuto coraggio di affermarlo e sia intervenuto in modo specifico su un settore che, al contrario, viene addirittura spesso escluso dall’accesso a finanziamenti e contributi.

Per questo, ritrovando unitarietà, pur nell’appartenenza ad associazioni di rappresentanza diverse, le aziende riunitesi chiedono di non essere più emarginate nelle scelte presenti e future riguardanti la portualità.

Lo scalo labronico deve ritrovare competitività ed attrattività investendo sulle strutture e sui servizi, intervenendo sui punti di debolezza del processo produttivo.

Le aziende del settore trasporto chiedono al mondo portuale ed alle Istituzioni uno sforzo unitario affinchè si acceleri il più possibile in quei progetti strutturali in grado di portare nuovi traffici come la realizzazione del “micro tunnel” e della “Darsena Europa”: lo spostamento altrove dei traffici è il pericolo più grande del nostro porto.

Servono interventi sulla viabilità di accesso ai varchi, servono snellimenti nelle procedure doganali e nelle pratiche dovute al Covid 19, serve maggiore tutela per le aziende dell’indotto e soluzioni che traguardino la durata della cassa integrazione.

Non è da dimenticare inoltre la gravissima situazione in cui versano le aziende del trasporto persone la cui attività è legata essenzialmente al crocierismo, con previsioni di ripresa del lavoro solo ad aprile del 2021. Tali aziende hanno avuto un crollo dei fatturati del 90% circa.

Confidando che questo grido d’allarme lanciato dal mondo del trasporto operante a Livorno non resti inascoltato, le imprese chiedono che la Commissione dell’Adsp ed il Tavolo del Comune affrontino le tematiche esposte e diano al settore il peso che merita nelle scelte.

 

Aziende firmatarie: Santucci Gruppo S, Autamarocchi, Gruppo Spinelli, Container Fidenza Consorzio, Compagnia Trasporti Integrati, Legacooperative

Coronavirus

CORONAVIRUS: le novità per l’AUTOTRASPORTO

Pubblichiamo una sintesi delle novità che riguardano il settore dell’Autotrasporto nell’ambito dell’emergenza COVID19, introdotte con il decreto Cura Italia.

CURA ITALIA – NORME DI INTERESSE DEL TRASPORTO MERCI E PERSONE – NOTA ILLUSTRATIVA – 20 3 2020