CNA apprezza le misure che le Regioni stanno via via deliberando per semplificare l’iter formativo degli ispettori autorizzati all’attività di revisione dei veicoli a motore, dando così attuazione a quanto disposto a livello centrale dalla Divisione generale per la Motorizzazione. Infatti, lo scorso dicembre è stato emanato un decreto direttoriale proprio su spinta dei rappresentanti di CNA Meccatronici. Ciò al duplice scopo di rendere più agevole l’ingresso di nuovo personale qualificato nei centri di controllo privati e di razionalizzare i tempi necessari all’aggiornamento professionale degli ispettori.
Del resto, a partire dall’Osservatorio burocrazia presentato nel marzo 2025, CNA ha sollecitato in più occasioni il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti a porre rimedio ad una criticità rilevantissima. Ovvero, la difficoltà riscontrata dai centri di revisione nel reperire manodopera qualificata da impiegare nella posizione di ispettore autorizzato alla revisione dei veicoli stradali, specialmente quelli leggeri. L’affanno del matching tra domanda e offerta di lavoro ha investito anche il comparto delle revisioni. Questo perché l’impasse della formazione nel triennio 2018-2022 e il progressivo incremento del numero dei centri di revisione (dati MCTC) hanno condotto alla rarefazione del profilo di ispettore, ponendo il sistema delle revisioni dinanzi al rischio collasso.
A complicare il quadro hanno concorso, inoltre:
- l’eccessiva durata dell’itinerario di formazione teorica per l’accesso alla qualifica di ispettore;
- i modesti indici di superamento del relativo esame da parte dei candidati.
Elementi di disincentivazione, che hanno finito con l’allontanare i giovani dal mercato delle revisioni.
Di qui, l’impegno della CNA, da un lato, per semplificare le regole sottese alle modalità di svolgimento dell’esame finalizzato al conseguimento del titolo di ispettore autorizzato. Dall’altro, per rivedere il numero di ore occorrenti per preparare professionalmente i profili di ispettore, comprese le ore richieste per la frequentazione dei corsi di aggiornamento tecnico-professionale. Bene, dunque, l’innalzamento della soglia di errori da 4 a 6 per il superamento della prova d’esame a quiz e la riduzione da 30 a 20 del monte ore da dedicare all’aggiornamento professionale, obbligatorio ogni tre anni.
Si tratta di accorti ma efficaci ritocchi alle regole concernenti la verifica delle conoscenze e la formazione professionale. Novelle che sembrano riorientare più saggiamente il bilanciamento tra la fondamentale esigenza di formare in maniera adeguata gli ispettori autorizzati e l’interesse pubblico a garantire la continuità del funzionamento del sistema delle revisioni.










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